La Gialappa’s in radio diventa donna

Con tutto il rispetto per Carlo Taranto, il terzo membro della Gialappa’s band che non segue gli amici nella loro nuova avventura, Flavia Cercato è un’altra cosa. Quantomeno come look e taglio di capelli che non risale ai primi anni Settanta. Insomma, esteticamente ci guadagnano molto.
Il resto, però, funziona allo stesso modo. Flavia, anche se lei lo smentisce decisamente, è a tutti gli effetti la «terza Gialappa» e funziona allo stesso identico modo del «signor Carlo»: serve come contrappeso per Marco Santin e Giorgio Gherarducci, per la loro nuova trasmissione Stile libero, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 13 alle 15 su R101. Per capirci, quando i due Gialappi residui danno la parola a Flavia in conferenza stampa, le dicono: «Vuoi dire qualcosa di intelligente? Anche se sappiamo che ti risulta davvero difficile».
Ecco, il siparietto è l’immagine di una conferenza stampa che si trasfigura presto in una puntata straordinaria di Stile libero. Tanto che potrebbe andare in diretta. Si chiama Stile libero mica per niente: «Siamo qui a R101 perché cercavamo una radio seria per fare il nostro programma, invece abbiamo trovato questa». Insomma, si è capito.
Subito, la precisazione. Anche se prima erano in tre e ora sono rimasti in due (più Flavia), «non c’è nessun litigio fra noi e Carlo». E, a corroborare la loro tesi, Marco e Giorgio portano anche una precedente tournée teatrale con Teo Teocoli in cui Taranto non c’era. Insomma, non è cattivo, semplicemente è pigro. Quasi un John Frusciante applicato alla Gialappa’s, che entra ed esce dal gruppo così come lui con i Red Hot Chili Peppers. Del resto, è la prima volta che la Gialappa’s si cimenta in un impegno quotidiano con la radio, dopo le radiocronache di Mondiali ed Europei, del Festival di Sanremo o del Grande Fratello. Stavolta, è diverso. Stavolta, lo stile è quello di sempre, la libertà totale - tanto che il titolo è appropriato alla mancanza di un copione rigido - ma c’è uno sforzo di scrittura radiofonica più forte. E, ogni giorno, oltre a coinvolgere i compagni di strada di sempre (si è partiti da Paola Cortellesi che fa Rita Levi Montalcini rock, ma presto verranno chiamati tutti, senza possibilità di rifiuti: «dovranno venire, senza scuse, visto che andiamo in onda tutti i giorni, o al massimo possono collegarsi telefonicamente»), partiranno una serie di rubriche con l’unico vincolo del gradimento degli ascoltatori.
Si va da «Disco trash», la confessione delle passioni mai confessate e soprattutto mai confessabili dai conduttori: dall’intero repertorio di Pupo a La notte vola di Lorella Cuccarini, da Noi ragazzi di oggi di Luis Miguel a T’appartengo di Ambra, passione inconfessata di moltissimi. Oppure, si gioca sulla tendenza al turpiloquio dei tre con un’autotassazione di un euro per ogni parolaccia (per la cronaca, conduce largamente Giorgio con quasi trenta euro in pochi giorni), o sulla dipendenza da Twitter di chi non esce di casa senza cinguettii. Peraltro senza dire mai nulla di epocale. Anzi, senza mai dire nulla tout court. Oppure, Fossi figo, rubrica dedicata a tutti coloro che si credono qualcosa senza esserlo, dalle ragazze di 180 chili per 160 centimetri con i leggins, a Fabio Caressa «a cui nessuno ha ancora spiegato che i mondiali non li ha vinti lui», a Camila Raznovich «che bisognerà avvisare del fatto che anche altre donne hanno partorito».
Carlo Mandelli, amministratore delegato, e Guido Monti, direttore artistico (station manager mi rifiuto di scriverlo) di R101, li guardano e se li coccolano, certi che quota 3,2 milioni di ascoltatori nel giorno medio, già in forte crescita, salirà ulteriormente grazie alla Gialappa’s e a Flavia. Poi inizia il programma e sembra che la conferenza stampa non sia mai finita.