Un giallo «ad arte» della sinistra per fare scandalo

Gianandrea Zagato

«Non ci sono state formali manifestazioni d’interesse». È il virgolettato che il sindaco ha ripetuto per ben tre volte ai cronisti durante una conferenza stampa congiunta con Filippo Penati e che, adesso, la sinistra sbandiera come atto d’accusa. Motivo? Per la fibra ottica milanese ci sarebbe stata una manifestazione d’interesse da parte di una società che non è il fondo Stirling Square Capital. Gli indizi portano a I.Net: web factory che ospita nomi del calibro di Ibm, Kataweb, Borsa Italiana e che pur con parte della proprietà inglese (British Telecom) è italianissima.
L’offerta di I.Net sarebbe stata presentata a settembre quando secondo le cronache finanziarie stava per saltare l’affare con il fondo Stirling. Come dire: I.Net si è fatta avanti all’ultimo - non quando Aem a luglio fece sapere di voler cedere Metroweb - senza offrire però soldi ma solo manifestando interesse che, in verità, si mostra solo nelle fasi preliminari di ogni trattativa. Ma tanto basta per gridare allo scandalo sorvolando su un particolare: Stirling con l’85 per cento di Metroweb lascia ampi poteri amministrativi al Comune. Dettaglio che fa male alla sinistra.