Giallo all'autosalone: zio e nipote massacrati col cric alla Balduina

Uno dei due uomini è morto in ospedale mentre l'altro è grave. L'omicidio nell'elegante quartiere nel centro della Capitale. Esclusa la rapina, la polizia ha interrogato i residenti: nessuno ha sentito nulla

Roma - Omicidio in pieno giorno in uno dei quartieri più eleganti della capitale. Ieri due uomini sono stati feriti nell’autosalone di auto di lusso che gestivano in via Tito Livio 60, alla Balduina. Uno ha resistito appena quattro ore ed è morto sotto i ferri, mentre i medici tentavano di salvargli la vita con un delicato intervento chirurgico alla testa. L’altro ha poche speranze di riuscire a farcela.

È accaduto nel primo pomeriggio e la macabra scoperta è stata fatta da un cliente della concessionaria Auto A.M. che aveva appuntamento con il titolare, probabilmente per scegliere un’auto. L’uomo, arrivato davanti al negozio, ha notato un cartello che diceva «torno subito». Ma la porta era aperta e si intravedevano all’ingresso alcune macchie di sangue. Così insospettito è entrato all’interno e si è trovato davanti una scena da incubo. Alessandro De Antonis, 42 anni, e suo nipote Massimiliano Papis, 38 anni, erano a terra ricoperti di sangue. Apparentemente nulla era in disordine.

Immediatamente il testimone ha dato l’allarme e sul posto sono arrivati gli investigatori della squadra mobile e gli uomini del 118, che hanno trasportato via i feriti in ambulanza. De Antonis è stato accompagnato al Policlinico Gemelli dove è arrivato in arresto cardiaco ed è entrato in codice rosso. I medici lo hanno rianimato e sottoposto a esami di urgenza e a una tac. Poi, lo hanno trasferito in sala operatoria per sottoporlo a un delicatissimo intervento neurochirurgico. I sanitari, però, giudicano le sue condizioni gravissime per i numerosi colpi alla testa che ha ricevuto con un corpo contundente. Il nipote, invece, non ce l’ha fatta perché le ferite al cranio erano più profonde e l’operazione non ha potuto salvarlo.

È giallo su cosa sia accaduto in quelle ore all’interno dell’autosalone. La polizia scientifica ha fatto tutti i rilievi di rito fino a tarda serata nel tentativo di riuscire a trovare qualche indizio o, nella migliore delle ipotesi, le impronte digitali del killer o dei killer. E ha interrogato i residenti e i commercianti della zona per scoprire se qualcuno abbia visto o sentito qualcosa nelle ore in cui presumibilmente è avvenuto il delitto. Ma via Tito Livio è una strada isolata e residenziale. Accanto all’autosalone c’è un parrucchiere ma gli esercizi commerciali nella strada sono pochi e per lo più ci sono abitazioni.

Dai primi accertamenti sembrerebbe che zio e nipote siano stati colpiti ripetutamente con un corpo contundente e gli inquirenti non escludono si tratti di un martello o di un cric. Ma è presto per dirlo e a sciogliere i dubbi sarà solo l’autopsia del medico legale sul cadavere.

La squadra mobile ora indaga a 360 gradi e non esclude alcuna ipotesi. L’idea di una rapina finita in tragedia, però, sembra la meno probabile, visto che nei concessionari auto non ci sono casse con denaro contante e all’interno apparentemente sembra non mancare nulla. Si punta maggiormente su un regolamento di conti, un giro di racket o di droga e per questo gli inquirenti in queste ore stanno scavando nel passato dei due e ascoltando parenti e amici che li conoscevano.

L’omicidio, comunque, sembra non essere premeditato e l’assassino non dovrebbe essere un professionista, ma probabilmente qualcuno che ce l’aveva con i due titolari dell’autosalone e, al termine di una lite, è stato colto da un raptus che lo ha spinto a uccidere.