Giallo Bosniaco fermato con 2 bambini

Cercava di portare in Spagna due ragazzini stranieri con documenti falsi. Bosniaco fermato poco prima dell’imbarco per Barcellona, al porto di Civitavecchia. Succede tutto venerdì sera quando alcuni viaggiatori allertano la sala operativa del 112: «C’è una persona che si aggira con due bambini guardandosi attorno» è la segnalazione.
Quando vede i carabinieri, l’uomo, 42 anni e numerosi precedenti penali alle spalle, continua a parlare con altri stranieri, fingendo di non essere lui il tutore dei bimbi. Invece i due bambini, un maschio e una femmina di 5 e 9 anni, erano assieme a lui. Incalzato dalle domande dei militari, lo slavo non può far altro che ammettere che, sì quei due sono proprio i suoi figli.
Solo che non è così. Al controllo dei passaporti, difatti, quello intestato alla bimba risulta abilmente contraffatto. Avvertiti gli esperti del Ris, il Reparto scientifico dell’Arma, basta comparare il Dna dei due per accertare che non si tratta della figlia. A quel punto l’uomo, senza fissa dimora, ammette di non essere lui il padre: «Me li hanno affidati quando erano piccoli» la sua versione, l’ultima di una lunga serie di menzogne.
Una mezza confessione, la sua, che alimenta ancora di più il mistero: traffico di bambini scomparsi, magari rapiti, fra la Bosnia e il Mediterraneo passando per l’Italia, oppure una storia di piccoli contesi da genitori separati? I carabinieri, dal canto loro, considerata la delicatezza delle indagini, non dicono altro: «Stiamo ancora facendo le verifiche necessarie anche sul maschio di 5 anni» si limitano a spiegare.
Il lavoro più difficile è quello di comparare le foto segnaletiche di tutti i minorenni scomparsi attraverso la banca dati europea. Un lavoro certosino, in alcuni casi complicato dal fatto che i dati somatici dei bambini cambiano in pochi mesi. «Se necessario ci serviremo di elaborazioni al computer» concludono i militari.
L’uomo, già arrestato per rapina, furto e ricettazione, commercia in auto usate dal suo Paese di origine alla penisola iberica. I bambini, tenuti comunque in perfette condizioni, ben vestiti, non parlano italiano. Per il momento, in attesa di essere ascoltati dal giudice per i minori del Tribunale di Roma alla presenza di assistenti sociali e di un interprete, sono stati affidati a un centro di accoglienza in un luogo protetto. L’uomo, invece, è in stato di fermo con il sospetto di sequestro di minore. Da chiarire molte cose, fra le quali il possesso di documenti contraffatti.