Il giallo del bracciale Al polso del terrorista un simbolo indù

Un particolare, un piccolo dettaglio che nelle ore del terrore ha confuso le idee e che rimane tuttora un giallo irrisolto. Mentre la pista sulla matrice islamica dell’attentato prende sempre più credito, l’attenzione degli osservatori e dell’intelligence si è focalizzata su un braccialetto. Al polso di uno dei terroristi che ieri sono entrati in azione seminando panico e morte in vari punti di Mumbai c’era infatti un bracciale colorato, parecchio somigliante a quelli sacri indossati dagli indù, in genere segno di riconoscimento dei militanti più estremisti di matrice xenofoba e che farebbe pensare all’azione di un gruppo di terroristi cresciuti all’interno dell’India. Il braccialetto potrebbe tuttavia essere stato utilizzato solo come segno di riconoscimento fra gli attentatori.
Il giovane, come molti dei terroristi che stanno ancora tenendo il mondo col fiato sospeso, stringe in mano un mitra. Si trova fuori dalla stazione ferroviaria Chatrapati Shivaji, la ex Victoria Station. Lo sguardo sveglio, colto nel pieno dell’azione, l’attentatore indossa jeans e una t-shirt a maniche corte che mette ben in evidenza anche quel piccolo dettaglio, quel braccialetto che ha confuso le idee.
La pista più accreditata, anche dopo la rivendicazione degli sconosciuti mujaheddin del Deccan (nome di un altopiano del sud dell’India con un forte retaggio musulmano) resta quella del fondamentalismo islamico e porta invece ai gruppi pakistani. Che sembra abbiano assoldato molti giovani questa volta. Anche il terrorista col bracciale sembra avere circa una trentina di anni.