Giallo Bruciato vivo per la strada: ex imprenditore in fin di vita

RomaTrasformato in pochi istanti in torcia umana. Giallo in via Casilina, alla periferia est di Roma, dove un uomo nella notte tra martedì e mercoledì è stato trovato a terra, col corpo devastato dal fuoco, da due vigilantes. Ora è ricoverato in fin di vita. Le uniche certezze sono legate al suo nome, Antonio Landolfi, imprenditore napoletano di 42 anni, e alle due bottiglie di liquido infiammabile trovate accanto al corpo. Tutto il resto è mistero. Il dramma poco prima delle due. A prestare i primi soccorsi due guardie giurate. Sul posto sono giunti anche i carabinieri, avvertiti all’1.50 da una telefonata di un ragazzo che ha assistito alla scena dalla finestra di un palazzo di fronte. Ai militari la vittima ha dato il numero di telefono della moglie e ha raccontato di essere stato aggredito da quattro uomini. Immediato il trasferimento al Vannini di Roma e poi in eliambulanza al Cardarelli di Napoli, dove è tutt’ora ricoverato in coma farmacologico per ustioni di secondo e terzo grado sul 90 per cento del corpo. Gli investigatori stanno tentando di ricostruire cosa abbia fatto Landolfi, padre di quattro figli, martedì pomeriggio. La moglie ha detto di averlo sentito per l’ultima volta verso le 16. Le ipotesi per ora sono una vendetta o un avvertimento, ma non si esclude un gesto volontario. L’imprenditore potrebbe essersi dato fuoco da solo. Alcuni conoscenti hanno raccontato che Landolfi aveva una situazione economica disperata. Secondo indiscrezioni doveva incontrare alcune persone per saldare un debito. Di certo c’è una visita martedì in una banca dove ha cambiato alcuni assegni. Il direttore dell’istituto lo avrebbe visto molto agitato. Ora i carabinieri stanno scavando nella sua vita per capire se si tratti di un tentativo di suicidio, se sia stato cosparso di benzina da strozzini o se sia finito in un giro più grosso di lui. Potrebbe rivelarsi importante la testimonianza del giovane che dall’alto ha visto arrivare Landolfi da solo. Poi, poco dopo, ha notato le fiamme che lo stavano dilaniando, ma non ha sentito grida, né ha avuto sentore di una colluttazione. Per terra anche il portafoglio: senza soldi ma con i documenti in ordine.