Giallo a Cecchina: trovato un cadavere nella discarica

Giallo alle porte di Roma. Finisce nella discarica di via Roncigliano, nei pressi di Cecchina, il corpo di un uomo fra i 30 e i 35 anni. Era probabilmente in un cassonetto dell’immondizia prelevato da un compattatore di zona tra ieri e domenica. Il volto tumefatto, le ossa di braccia e gambe spezzate in seguito a «schiacciamento» e «decompressione» come spiegherà il medico legale accorso ieri mattina al centro di stoccaggio per un primo esame esterno, la carnagione olivastra dovuta sempre alla compressione e alla forte perdita emorragica, 70 euro in tasca e nessun documento: «Abbiamo già passato al vaglio le denunce recenti di scomparsa ai Castelli romani e dintorni - spiega il capitano del nucleo operativo di Castelgandolfo, Giovanni Falso - ma nessun profilo corrisponde a quello della persona deceduta. Più complesso il raffronto delle impronte digitali con quelle catalogate nelle banche dati di tutta Italia. E non è detto che ne venga fuori qualcosa, visto che l’uomo potrebbe non avere alcun precedente penale». Capelli castani, occhi azzurri, felpa bianca con una grossa aquila stampata davanti e jeans scuri addosso, scarpe da ginnastica ai piedi: un abbigliamento modesto, nessun cappotto, nessun documento di riconoscimento, per gli inquirenti potrebbe trattarsi di un extracomunitario. Il problema è capire come sia finito nel compattatore e, soprattutto, perchè. Secondo il necroscopo la sua morte risalirebbe a circa 24, 36 ore al massimo dal rinvenimento, ovvero attorno alle 7,30 di ieri. Picchiato e poi gettato nel cassonetto? I carabinieri stanno raccogliendo le testimonianze dei due autisti alla guida del camion che ha fatto il giro dell’hinterland tra Velletri, Lanuvio e Genzano, scaricando i raccoglitori con i bracci meccanici. Ma si dovrà attendere l’autopsia e l’esito degli esami tossicologici (alcol e droga), prima di poter escludere qualsiasi pista.