Il giallo del covo Perquisiti diversi casolari

Una cascina sotto esame è a pochi metri dalla casa di Toscani. Trovati altri resti del cadavere

nostro inviato a Parma
I carabinieri di Parma, a cui sono stati demandati alcuni accertamenti, hanno perquisito ieri mattina un casolare abbandonato, non lontano dal luogo del ritrovamento del corpo di Gianmario Roveraro, che potrebbe essere servito per custodire il sequestrato. Non sembra che al momento siano state trovate tracce evidenti del passaggio di qualcuno, ma la sua posizione lo rende molto «sospetto» e potrebbe nei prossimi giorni essere esaminato nuovamente, e con maggiore cura, dagli uomini del Ris.
La giornata di ieri per gli investigatori infatti è stata quasi interamente dedicata alla ricerca di ogni minimo indizio utile per mettere insieme i molti dei tasselli che ancora mancano per ricostruire l’intera vicenda: dove è stata custodita, anche se per pochi giorni, la vittima e quando esattamente è stata uccisa. Per questo ieri intorno alle 7.30 del mattino venti militari e dieci uomini del Corpo forestale hanno iniziato a battere a palmo a palmo il terreno intorno al luogo del ritrovamento del corpo dell’uomo d’affari. La ricerca ha consentito di recuperare i pezzi mancanti (testa, braccia e tibie) che non erano stati trovati venerdì mattina. Ma le indagini non sono finite, anzi sono proseguite fino a un casolare distante circa tre chilometri. Il cadavere di Roveraro infatti è stato trovato all’inizio di una strada sterrata, che si inerpica sulle colline. Già dopo un chilometro si incontra un gruppo di case, una delle quali appartiene alla famiglia di Emilio Toscani, uno dei tre sequestratori arrestati, solitamente abitata nel periodo estivo dalla mamma e dalla sorella dell’uomo. Veramente incredibile che il balordo abbia commesso l’imprudenza di abbandonare il corpo praticamente sotto casa.
La circostanza dunque potrebbe significare qualcosa di più di un errore o una semplice coincidenza. In effetti alla fine dello sterrato, che diventa rapidamente una erta e disagevole pietraia in salita, si arriva a un casolare abbandonato, in una località denominata «Castagnole». Fino a qualche tempo fa era abitato da una signora che però, ormai avanti negli anni, si è ritirata da tempo in una casa di riposo. Si tratta di tre fabbricati: il ricovero attrezzi, l’abitazione e un rudere diroccato. Tutto rigorosamente sprangato e chiuso a chiave, eccezion fatta per l’accesso a un ampio locale al pian terreno adibito a stalla e con un robusto catenaccio per poterlo sbarrare dall’esterno. Il luogo ideale dunque per custodirvi un sequestrato: disabitato, isolato e con una sola via d’accesso. Tutti particolari conosciuti alla perfezione da Emilio Toscani.