Il giallo degli sfollagente spariti

Marucci (Ospol) : «O il Campidoglio chiarisce o sarà indetto uno sciopero Sull’armamento non cederemo»

È giallo sui 300mila euro stanziati dal Campidoglio per l’acquisto di bastoni sfollagente per i vigili urbani. Dirottati dapprima sullo spray al peperoncino, poi finiti in un nulla di fatto. Volatilizzati? Ovvero destinati ad altri capitoli di bilancio? Mistero completo. L’intricata vicenda la ricostruisce Luigi Marucci, il presidente nazionale dell’Ospol, l’Organizzazione sindacale delle polizie locali:
«Lo ha detto ufficialmente lo stesso comandante del Corpo, Angelo Giuliani, una settimana fa, il 3 aprile, nel corso di un tentativo di conciliazione in Prefettura cui hanno partecipato il Comune di Roma e una nostra delegazione. All’ordine del giorno c’era la vertenza sulla sicurezza a Roma degli agenti di Polizia municipale». Marucci mostra il verbale dell’incontro: «Il comandante dei vigili - si legge nero su bianco - dichiara che i 300mila euro stanziati per l’acquisto di bastoni distanziometrici non è stato possibile utilizzarli per l’acquisto di spray a getto balistico, in quanto il Ragioniere generale ha avuto difficoltà di imputazione di Capitolo di Bilancio».
Frase un po’contorta nella forma, ma chiara nella sostanza: «I soldi per gli sfollagente - spiega Marucci - sono stati distratti per acquistare spray al peperoncino di cui i vigili urbani sono già dotati - e pertanto non se ne sarebbe vista neanche l’utilità - per poi sparire completamente a causa di motivazioni del tutto risibili: una difficoltà di imputazione di Capitolo di Bilancio ... Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di far luce su quanto dichiarato dal comandante mediante un esposto alla Corte dei Conti».
Si vedrà che ne pensano i magistrati contabili. Se fosse vero, e non abbiamo motivo di dubitarne, quanto asserito dal comandante Giuliani, è indubbio che va capito dove sono finiti quei soldi. Se in un altro capitolo della sicurezza o nel calderone delle spese correnti o a tappare qualche buco del deficit. Al termine dell’incontro, presieduto dal vice Prefetto Silvia Montagna, visto il nulla di fatto, l’Ospol «in assenza della parte politica, ovvero del sindaco o di un suo delegato, ha rinviato ancora una volta, responsabilmente l’indizione dell’azione di sciopero». Ma ha chiesto esplicitamente «che in tema di armamento sia tempestivamente interessato il prossimo referente politico». Insomma, dice il sindacato, subito dopo il voto, il Comune di Roma prenda atto della vertenza o sarà sciopero.
Ma la categoria è già praticamente in stato di agitazione. Quattro giorni fa l’Ospol ha organizzato un’assemblea cui hanno partecipato un migliaio di vigili fra iscritti e simpatizzanti. Al termine le richieste sono state messe nero su bianco in un documento inviato al Commissario prefettizio Mario Morcone: «L’arma da fuoco (pistola) e lo sfollagente devono essere in dotazione a tutti gli agenti municipali con qualifica di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza. Nel 2007 le aggressioni ai danni di vigili sono state 360, una al giorno, con cure ospedaliere e casi di invalidità permanenti».
Fra le operazioni a rischio, denunciano i vigili urbani, lo sgombero di stabili occupati e di campi nomadi, il controllo dei venditori ambulanti, il servizio di ordine pubblico in occasione delle partite di calcio allo stadio Olimpico. Di pochi giorni fa l’aggressione a due vigilesse durante un’operazione di sgombero per morosità. L’inquilino, assegnatario di una casa comunale, le ha aggredite con calci e pugni. Loro, per difendersi avevano solamente le mani. Naturalmente sono finite al pronto soccorso.