Il giallo delle tartarughe scomparse, denunciato il Comune di Cogorno

Gli ambientalisti: «Il sindaco aveva l’obbligo di occuparsi delle 30 testuggini abbandonate ma non l’ha mai fatto»

Paola Setti

Il fenomeno più strano è quello degli abitanti di Cogorno, che in massa si son comprati le tartarughe e in massa le hanno poi abbandonate, tutte nella stessa vasca dei giardinetti pubblici all’angolo con via Coduri. Adesso è giallo, perché 27 di quelle 30 Trachemys scripta elegans, comunemente note come tartarughe dalle orecchie rosse, sono svanite nel nulla. «O il sindaco è veggente, e allora lasci il Comune e apra uno studio con sfera di cristallo, oppure qualcuno le ha fatte sparire, magari ammazzate» denuncia l’associazione di protezione della vita Ayusya, che presenterà un esposto-denuncia per furto e che qualche mese fa ne presentò un altro contro il Comune di Cogorno per uccisione e maltrattamento di animale.
Non facevano una bella vita in quella vasca le testuggini palustri, nutrite con i resti della merenda dei bambini che passavano di lì, costrette a nuotare in un acqua che nessuno ha mai cambiato. Alla fine han preso a mangiarsi i pesci rossi, facendone strage. Una è stata ritrovata morta sul fondo, inedia e carenza gravissima di vitamina A» ha sentenziato il veterinario, come dire che è morta di fame.
Non facevano una bella vita ma non sono scappate, non avrebbero potuto. «E casualmente il sindaco lo aveva auspicato, che qualcuno le trafugasse nottetempo per togliergli il problema» punta il dito la presidente di Ayusya, Eugenia Rebecchi. Era il 19 agosto scorso. Il sindaco Giovanni Levaggi si era deciso a ricevere l’associazione che dal 4 aprile gli chiedeva, senza ottenere risposta, di potersi occupare della vasca, «e non volevamo soldi dal Comune». Nel mezzo c’era stato l’esposto- denuncia del 10 giugno, «perché il Comune ha la responsabilità di ogni animale abbandonato con caratteristiche di domesticità, se pure fosse un leone addomesticato». Levaggi aveva risposto in tono un po’ canzonatorio, ipotizzando che «qualcuno nottetempo rubasse le tartarughe manlevandolo da ogni responsabilità» e che «avrebbe potuto accettare di siglare un protocollo d'intesa con l’associazione purché non si rompesse più». Loro, la bozza di protocollo l’hanno presentata sabato scorso. Ma ieri nella vasca erano rimaste solo tre tartarughe.
Ayusya vuol vedere i verbali del Comune e aderisce alla petizione europea «Noturtle» che chiede di vietare la vendita delle tartarughe dalle orecchie rosse. Perché la gente le compra quando sono piccole, costano poco e sono carine. Poi però crescono, diventano larghe 30 centimetri e puzzano pure di palude. E la gente le caccia di casa.