Il giallo della figlia del raìs: "Scampò alle bombe dell’'86"

Hana, la figlia adottiva del colonnello Gheddafi, piccola "martire" dei bombardamenti americani in Libia del 1986, forse non è mai morta. Lo sostiene il quotidiano inglese Daily Telegraph, che ha visto i documenti di una visita dentistica del 2008 a Hana Gheddafi, a Tripoli, conservati nell'ambasciata libica di Londra.

Nell'intreccio di propaganda e misteri, in gran parte infondati, sul clan del colonnello con figli dati per morti tre volte e altri in fuga, si aggiunge il giallo su Hana.

Nel 1986 i caccia americani attaccarono la Libia su ordine del presidente Ronald Reagan. Uno degli obiettivi era la residenza del colonnello e famiglia di Bab al Azizya, nel centro di Tripoli. Gheddafi si salvò all'ultimo minuto grazie ad una soffiata dell'allora premier Bettino Craxi.

Sotto le macerie della sua residenza bunker rimase uccisa, secondo la versione ufficiale, la piccola Hana, di solo sedici mesi. Una delle due figlie adottive del Colonnello. La moglie di Gheddafi si presentò alle telecamere, sorreggendosi ad una stampella, sulle macerie di Bab al Azizya e minacciò vendetta. Al suo fianco aveva un figlio maschio, forse Seif el Islam ed in braccio una bambina, probabilmente Aisha, l'unica figlia naturale del Colonnello.

Hana, la più piccola del clan, veniva pianta come una "martire". L'intelligence occidentale ha collegato la vendetta per i raid del 1986 all'attentato di Lockerbie. Molti oppositori libici, però, hanno sempre espresso dubbi sulla reale scomparsa di Hana.

Da pochi giorni il personale diplomatico di Tripoli a Londra è stato espulso. L'ambasciata è finita nella mani dei ribelli di Bengasi. Fra i documenti ritrovati nell'archivio dell "ufficio del popolo", alcuni hanno riaperto il mistero di Hana. Nel 2008 l'ambasciatore libico, Omar Jelban, si occupò personalmente di organizzare un viaggio a Tripoli, in business class, per Stephen Hopson, dentista inglese. Il rappresentante diplomatico aveva inviato un fax in cui spiegava che il professionista doveva visitare "Hana Gheddafi". Il dentista non ha voluto nè confermare, nè smentire che si trattasse della figlia data per morta del Colonnello. La scorsa settimana il giornale tedesco Die Welt ha pure sostenuto che la figlia adottiva del Colonnello è ancora viva e vegeta a Tripoli. Nel 1999, secondo l'agenzia di stampa cinese, fra gli invitati ad una cena offerta dal Colonnello al leader sudafricano Nelson Mandela c'era pure una certa Hana Gheddafi.

Da Tripoli il governo sostiene che la Hana delle misteriosa visita dentistica è la seconda figlia adottiva di Gheddafi chiamata così dopo la morte della prima.

Da quando è scoppiata la rivolta si susseguono notizie, spesso infondate, sulla decina di figli del Colonnello. Khamis, il comandante militare, è stato dato tre volte per morto o ferito gravemente. L'ultima sparata dei ribelli riguardava un raid della Nato che lo avrebbe ucciso a Zliten, il 4 agosto. Pochi giorni dopo Khamis è riapparso alla televisione libica mentre visitava i feriti dei bombardamenti.

Negli ultimi mesi sono saltate fuori ad intermittenza rivelazioni su Aisha e la madre fuggite in Tunisia. La combattiva femmina del clan Gheddafi si è poi fatta intervistare a Tripoli difendendo a spada tratta il padre ed una volta era anche apparsa davanti ai fan a Bab al Azizya.

Seif, la spada dell'Islam, ricercato per crimini di guerra come il padre, sarebbe dovuto essere rimasto gravemente ferito, poche settimane fa, in un colpo di mano delle cellule dei ribelli ad una caserma di Tripoli. Il 3 agosto ha incontrato nella capitale ed in perfetta salute un giornalista del New York Times.
Le voci più o meno fantasiose sui figli di Gheddafi sono sempre circolate. In passato il quarto pargolo, Mutassin, avrebbe addirittura tentato un golpe contro il padre. Fuggito in Egitto il figliol prodigo è stato perdonato a tal punto da ottenere il posto di Consigliere della sicurezza nazionale.

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