Giallo Golasa, il figliol prodigo torna in Israele. Forse...

RomaIl tempo di indossare la maglia della Lazio per le foto di rito, fare un giro nel ghetto della Capitale con una sosta di preghiera alla Sinagoga, che Eyal Golasa non è già più un giocatore biancoceleste. Il 18enne centrocampista israeliano era entusiasta della nuova avventura romana (anche se alcuni su Facebook avevano fatto nascere un gruppo anti-Golasa). Ma il fratello è tornato a riprenderselo, dopo che il padre lo aveva definito addirittura disonesto, e ora Eyal non lascerà più il Maccabi Haifa.
Secondo il sito internet israeliano haaretz.co.il, il calciatore si sarebbe incontrato con il presidente del club, Shahar e dopo un’ora di incontro sarebbero giunti ad un chiarimento: Golasa avrebbe anche chiesto scusa a società e tifosi. «Il contratto con il nostro club è vincolante, non abbiamo mai avuto il minimo dubbio che fosse valido. I consiglieri di Eyal lo hanno ingannato», così Shahar dopo aver riaccolto il figliol prodigo.
Il Maccabi Haifa aveva prima presentato ricorso alla Federazione locale, poi alla Fifa ed era pronta a chiamare in causa l’Alta Corte Europea. Secondo il club israeliano, il ragazzo aveva già firmato un contratto da professionista fino al 2011 e non solo un accordo verbale (per cui la Lazio aveva potuto prelevarlo a costo zero). I punti del ricorso del club erano principalmente tre: danno d’immagine al Maccabi, danno economico (Golasa è valutato dieci milioni) e danno per le conseguenze dell’accaduto sugli altri giovani del club. Per di più c’è chi in patria aveva accusato Eyal di aver lasciato la sua nazione per evitare la naja.
Un brutto colpo per il presidente Lotito, che puntava molto sul gioiellino israeliano, presentato il giorno del suo arrivo anche ad alcuni rappresentanti della comunità ebraica a Roma. Il patron laziale aveva sottolineato di essere dispiaciuto per l’atteggiamento del Maccabi: «Da parte nostra non c’era la minima intenzione di scippare un talento. Golasa, che seguivamo da mesi dopo averlo visionato in Champions, rappresenta il modello di centrocampista che cercavamo».
La Lazio non molla la presa ed è pronta a far valere legalmente i suoi diritti sul calciatore, qualora il giovane centrocampista non tornasse a Formello. «Ha firmato un regolare contratto da professionista di 4 anni e mezzo con la Lazio, depositato in Lega. Quello che aveva con il Maccabi era solo morale», ribadiscono in casa biancoceleste. Il tesseramento era stato «congelato» dalla Figc: la documentazione presentata dal club biancoceleste non aveva confermato lo status comunitario dell’atleta. Ostacolo superabile con la cessione entro il 15 febbraio di un altro extracomunitario in rosa. Ma ora occorrerà un nuovo clamoroso dietrofront di Golasa.