Un giallo la gravidanza di Lorena. Il papà: «Bugie»

da Niscemi (Caltanissetta)

«Oggi è come se avessero ammazzato mia figlia una seconda volta. Chi ha diffuso la notizia che Lorena era incinta è uno sciacallo. Non ha pietà per noi che siamo distrutti dalla perdita di una figlia di 14 anni, assassinata da tre mostri».
È furente e annuncia querele Giuseppe Cultraro, il papà di Lorena, la giovane di Niscemi uccisa il 30 aprile da tre coetanei e ritrovata 12 giorni dopo con la gola serrata da un filo in fondo ad un pozzo nelle campagne del paese. Ieri la notizia che la ragazzina fosse in stato di gravidanza ha fatto i giro dell’Italia. L'indiscrezione giornalistica però non ha trovato conferme. A Niscemi, polveroso paese dell'entroterra siciliana non si è parlato d'altro. Qualcuno è andato anche a bussare in casa Cultraro per sapere se «fosse vero», se quei tre balordi avevano assassinato la loro amica e con lei anche il bimbo che portava in grembo. Per la mamma, il papà e il fratellino di Lorena ancora dolore da aggiungere a quello patito sino ad oggi. «A noi non è stato comunicato nulla»: aggiunge Giuseppe Cultraro sempre in contatto con luogotenente della stazione dei carabinieri di Niscemi, il maresciallo Tigano, l'investigatore dal fiuto acuto che in 12 giorni ha chiuso il caso. «Ho parlato con tutti, carabinieri, magistrati e nessuno mi conferma questa notizia. È arrivato il momento di denunciare gli sciacalli…».
Anche i magistrati della procura per i minorenni di Catania che seguono il caso sono sorpresi: «A noi - spiegano - non risulta che siano stati ultimati gli esami autoptici». Il medico legale incaricato di compiere l'esame istologico, Francesca Berlich dice: «Sono legata dal segreto istruttorio, ma posso dire che non sono ancora arrivata ad una conclusione. Non ho ancora visionato i vetrini istologici. Non posso dunque né confermare, né smentire». La procura per i minorenni di Catania intanto sta valutando se trasmettere gli atti ai colleghi di Caltanissetta sulla divulgazione della notizia. Anche se il dato clinico relativo al presunto stato di gravidanza sarebbe comunque irrilevante ai fini dell'inchiesta visto che l'omicidio di Lorena è avvenuto perché i 3 indagati erano convinti che la ragazza fosse incinta di uno di loro.