Il giallo di Heather Parisi Fugge ad Hong Kong per il crac del compagno?

La soubrette si è trasferita a gennaio, ma la stampa ora rivela: il compagno fugge dai debiti. Lei risponde: "Sono qui per amore"

Heather Parisi non è più in Italia: dallo scorso gennaio vive con il compagno Umberto Anzolin e i figli a Hong Kong, ma il trasferimento è passato in sordina. Almeno fino a che, sabato scorso, diverse testate locali e nazionali - tra cui Il Giornale di Vicenza e Libero - hanno portato la vicenda alla ribalta, ipotizzando una fuga a causa dei debiti accumulati dal compagno, a capo di quella che era una delle più apprezzate concerie della Valle del Chiampo, tra Verona e Vicenza.

Il fallimento della ditta Ora il settimanale Gente ha approfondito e ha scoperto che dallo scorso anno la Conceria Anzolin è in liquidazione, finita all’asta (nonostante avesse in portafoglio ordini per 11 milioni di euro) e i 52 operai sono in cassa integrazione, che terminerà ad agosto. Ora i lavoratori accusano Anzolin di aver sperperato le sue finanze per promuovere l'attività della compagna. "Tanti soldi dell’azienda erano destinati a Heather Parisi: viaggi, film, rose, cene, vestiti - racconta una dipendente - Fatto sta che in breve tempo Umberto non pagava più in modo regolare i nostri stipendi". Un altro aggiunge: "Ci dicevano che tutto andava bene, ma non vedevamo la pelle da lavorare: era ferma in dogana perchè non veniva pagata". 

La difesa della Parisi Sul settimanale Chi, intanto, la stessa Parisi risponde: "A Hong Kong sono arrivata con la mia famiglia il 1° gennaio 2011, senza eccessi e senza clamore, ma anche senza fughe o misteri. Negli ultimi cinque anni abbiamo trascorso almeno una settimana al mese a Hong Kong, per curare e sviluppare l'attività di import-export che da anni vede il mio compagno protagonista. Era solo questione di tempo, ma Hong Kong era nel mio destino e nei miei desideri. Non ne ho mai fatto mistero". Sul suo blog poi, la soubrette se la prende con i giornalisti, soprattutto con S. L. (Selvaggia Lucarelli) "di cui mi sono sconosciute le credenziali di giornalista". Si arrabbia, ma non commenta, attaccando quelli che lei chiama "certi quotidiani e certi TG". Un giallo che sembra destinato a restare insoluto. Quel che è certo è che la Parisi si aspettava articoli sulla vicenda, dato che appena una settimana prima, chiedeva a F.C. di non indagare sulla sua vita privata.