Il giallo infinito di Avetrana

TarantoIl sospetto di pressioni sul testimone chiave, l’ombra di un tentativo di inquinamento delle prove: è questo il nuovo filone investigativo all’esame della procura di Taranto, che ha aperto un fascicolo per fare luce su quanto accaduto attorno a Michele Misseri, l’agricoltore di 56 anni che prima ha confessato di aver ucciso la nipote Sara Scazzi, e poi ha cambiato versione accusando del delitto la figlia Sabrina e precisando di aver nascosto il cadavere. Gli inquirenti vogliono verificare se proprio su di lui, il contadino di Avetrana che in casa dormiva su una sdraio e subiva i voleri delle suo donne, ci sia stata un’azione ben precisa con l’obiettivo di indurlo a cambiare versione. Per il momento si tratta di un’ipotesi e nell’inchiesta non figurano indagati. Ma gli investigatori avevvano avviato accertamenti già dopo l’allarme lanciato dall’avvocato di Michele Misseri, Daniele Galoppa, il quale aveva affermato che era in atto un tentativo per convincere l’agricoltore a cambiare legale.
Gli inquirenti stanno ripercorrendo quanto avvenuto dopo il fermo di Misseri, eseguito nella notte tra il 6 e il 7 ottobre dopo un interrogatorio fiume nella caserma dei carabinieri di Taranto. In quella circostanza l’agricoltore si addossò ogni responsabilità: disse di aver ucciso e di aver nascosto il cadavere; successivamente cambiò versione e spiegando di aver assassinato Sarah insieme a Sabrina: lei l’avrebbe tenuta ferma mentre lui le stringeva una corda attorno al collo. A quel punto si sono levate le critiche della famiglia, che lo ha accusato di mentire. Qualche giorno dopo Valentina ha visitato il padre in carcere, dichiarando di aver raccolto rivelazioni clamorose, cosa che del resto ha fatto successivamente anche la moglie Cosima, la quale però poi si è limitata a dire che il marito non era più lucido in quanto sotto l’effetto di tranquillanti proprinatigli in cella.
I riflettori della procura sono puntati in particolare su un telegramma inviato a Michele Misseri da un parente, che lo invitava a cambiare avvocato: il sospetto è che il documento fosse parte del presunto piano, magari della moglie e della figlia maggiore per pilotare e indirizzare le parole del testimone chiave. E non è escluso che proprio quel telegramma venga presentato tra gli atti dell’accusa nell’udienza di oggi dinanzi al tribunale del riesame, quando si discuterà della richiesta di scarcerazione di Sabrina presentata dalla difesa. La ragazza non sarà in aula.
Nelle ultime ore ha preso nuovamente consistenza un doppio movente in cui si intrecciano gelosia e rancore: Sabrina non sopportava che la cugina avesse una simpatia per Ivano, il ragazzo che piaceva tanto a lei, ma secondo gli investigatori avrebbe ucciso anche perché si sentiva tradita da Sarah. La quindicenne avrebbe infatti raccontato quanto accaduto una sera tra Ivano e Sabrina, quando la ragazza si sarebbe spogliata ma il giovane l’avrebbe rifiutata.
Intanto il gip ha respinto la richiesta psichiatrica su Michele Misseri presentata dal suo avvocato. È stato fissato invece per venerdì prossimo l’incidente probatorio con l’interrogatorio dell’agricoltore. Un passo decisivo, perché le sue dichiarazioni avranno valore di prova.