Il giallo del manager scomparso: il figlio si uccide

Palermo Si è è lanciato nel vuoto, un volo di oltre venti metri, fracassandosi al suolo, all’interno del cortile di un commissariato di polizia.
Aveva ventidue anni. Si chiamava Marco Maiorana. Era figlio dell’imprenditore Antonino, di 48 anni, e fratello di Stefano, di un anno più grande di lui. Ieri sera ha scavalcato il balcone di un appartamento di via Generale Arimondi e l’ha fatta finita.
In questa casa aveva abitato assieme al fratello, fin dal giorno della scomparsa assieme al padre, spariti dalla circolazione nell’agosto dell’anno scorso.
Stefano e il padre erano usciti dal cantiere di Isola delle Femmine, un paesino a pochi chilometri da Palermo, e da allora non li aveva visti più nessuno. Si pensava a una duplice «lupara bianca». L’unica a non volere credere al duplice omicidio era stata l’ex moglie dell’imprenditore, Rossella Accardo.
Lo scorso dicembre una novità. Qualcuno ha raccontato di averli visti in un locale notturno di Barcellona. Si trattava di un italiano, che aveva riferito alla polizia spagnola di averli notati in Italia, durante la trasmissione «Chi l’ha visto», che l’aveva mostrati in fotografia. Subito dopo la testimonianza del turista erano iniziate le indagini di polizia e carabinieri, che avevano trovato i riscontri.
Una situazione che Marco Maiorana viveva con grande angoscia. Negli ultimi tempi era stato molto vicino alla madre, che non si era rassegnata alla perdita del figlio maggiore.
Ieri sera, nella casa di via Generale Arimondi, dove Marco abitava assieme alla madre, c’erano alcuni familiari del ragazzo. Nessuno presagiva la tragedia. Lui si è allontanato dai parenti dicendo che aveva un po’ di mal di testa e che aveva bisogno di stendersi un poco a letto. Cinque minuti dopo si è lanciato nel vuoto, finendo davanti al portone d’ingresso del commissariato di polizia.
Qualcuno ha incominciato a urlare. La notizia ha fatto eco in pochi istanti. È arrivata alle orecchie della madre, che si è precipitata giù, ma è stata colta da malore.
In serata, gli investigatori hanno controllato la stanza del ragazzo alla ricerca di qualche lettera, un messaggio che spiegasse la decisione di uccidersi, ma nulla. Qualcuno a mezza voce dice che Marco soffriva quella situazione del padre e del fratello, che nell’estate scorsa erano spariti dalla circolazione senza più dare alcuna notizia. Non si era data pace neppure la madre, che due mesi dopo la scomparsa aveva organizzato una fiaccolata per le strade di Palermo. Poi, a dicembre, la notizia che qualcuno aveva notato padre e figlio in un locale di Barcellona. Infine la conclusione tragica del suicidio di ieri sera.