Il giallo del naufragio della ConcordiaEcco la manovra di salvataggio VIDEO

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<div>Mentre sono in corso le operazioni preparatorie al recupero del carburante, proseguono le indagini sul tragico naufragio. Nuovi dettagli su cosa realmente accadde quella notte, importanti per meglio definire le responsabilità, potrebbero venire dalle immagini delle telecamere e dagli hard disk recuperati dal relitto, ma anche dagli effetti trovati nella cabina di Schettino</div>
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Mentre sono in corso le operazioni preparatorie al recupero del carburante ancora contenuto nella Costa Concordia, proseguono le indagini sul tragico naufragio. Nuovi dettagli su cosa realmente accadde quella notte, importanti per meglio definire le responsabilità, potrebbero venire dalle immagini delle telecamere e dagli hard disk recuperati dal relitto. Intanto sulla Concordia è stato trovato il corpo di una donna.

Le immagini del satellite

Intanto è stata fatta luce sulla dinamica dell'incidente della nave. Grazie alle immagini diffuse dall'Ais, un sistema di identificazione satellitare, si possono vedere, minuto per minuto, le manovre effettuate in quei tragici momenti. La nave, dopo aver urtato contro lo scoglio, va alla deriva allontanandosi più di seicento metri dalla costa. A quel punto la rotta viene invertita e la nave compie una rotazione, una specie di testacoda, che le permette di andarsi lentamente ad arenare. Solo in quel momento viene lanciato l'allarme. Se la Concordia non si fosse avvicinata all'isola del Giglio, la nave sarebbe rimasta in un punto in cui la profondità supera i 100 metri, con la conseguente possibilità di un disastro ecologico e umano di maggiore entità.

Verso l'incidente probatorio

I sommozzatori dei carabinieri di Genova hanno recuperato dal relitto della Concordia due telecamere che erano poste sulla plancia della nave e l'hard disk, dai quali potrebbero venire nuovi elementi utili all'indagine. Lunedì dovrebbe arrivare l'ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto, Valeria Montesarchio. Il gip darà il via alla notifica dell'incidente probatorio relativo alla scatola nera della Concordia, come richiesto dalla procura. La notifica raggiungerà tutti i passeggeri presenti sulla nave al momento dell'impatto con gli scogli, nonché i membri dell'equipaggio, per un totale di circa 4.200 persone. Un numero decisamente elevato, che renderà la notifica complessa, a cui si aggiunge la difficoltà di raggiungere molti turisti stranieri, già rientrati nei rispettivi Paesi di residenza. Il gip non ha escluso di utilizzare per la notifica canali non convenzionali, dai quotidiani stranieri, fino a Youtube e agli altri mezzi messi a disposizione dalla rete.

Intanto il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato d'emergenza in relazione al naufragio della nave da crociera. Una nota diffusa dal Cdm sottolinea come "al fine di portare a compimento le iniziative per l’adeguamento delle infrastrutture portuali, fognarie, di approvvigionamento idrico e di viabilità, oltre che per la messa in sicurezza delle aree soggette ad attività vulcanica, è stato prorogato lo stato d’emergenza già dichiarato nelle Isole Eolie".

I carabinieri di Savona hanno raccolto la testimonianza dei responsabili della Ilma Sub, azienda savonese specializzata in riparazioni navali. La società, contattata la notte del naufragio dalla Costa, che chiedeva se fosse possibile controllare in tempi brevi un danno allo scafo della nave, è stata sentita per verificare se avesse conoscenza o meno della gravità del danno alla Concordia. 

Le operazioni vanno avanti

La ricerca dei dispersi in mare continua, come vanno avanti anche le perlustrazioni all'interno della nave. Si sono invece interrotte questa mattina le ricerche di persone all'interno del relitto, dopo che gli speleo-sub, scesi nei giorni scorsi nella parte immersa più profondamente dello scafo, hanno annunciato di avere completato il proprio lavoro. Conclusa anche l'operazione d'apertura di nuovi varchi, all'altezza del ponte 5, che permetterà agli uomini della marina militare di entrare in azione. Le operazioni dovrebbero procedere in sicurezza sia oggi che domani, aiutate dal meteo favorevole, mentre da lunedì potrebbero tornare le condizioni di mare piuttosto mosso che hanno destato più di una preoccupazione nei giorni scorsi.

Intanto continuano le operazioni intorno al relitto della Costa Concordia. Gli uomini al lavoro al Giglio hanno ultimato la prima fase della procedura di estrazione del carburante ancora contenuto nella nave, posando il terzo cerchio di panne intorno allo scafo, una misura più che altro cauterale, messa in atto per prevenire la fuoriuscita di quanto contenuto nei serbatoi.

Sempre per scongiurare il rischio di uno sversamento in mare, è arrivato oggi sul luogo del naufragio un macchinario, che sarà montato sulla nave Orione, in grado - in caso di bisogno - di aspirare fluidi e separare combustile e acqua di mare, con una portata di 100mila litri al giorno. La seconda fase delle operazioni di recupero delle 2.400 tonnellate di carburante avrà il via con l'arrivo di una nave cisterna, che si affiancherà a un pontone, per procedere all'estrazione di quanto contenuto nelle casse di combustibile. L'operazione durerà all'incirca tre settimane. Intanto si valutano ipotesi di ancoraggio per tenere la nave in sicurezza, visti soprattutto i movimenti di slittamento a cui è stata soggetta nei giorni scorsi, nel frattempo notevolmente rallentati.

I sommozzatori nella cabina di Schettino

I vigili del fuoco, dopo avere utilizzato la "tecnica speditiva" nei giorni scorsi, per evitare di aprire le porte e scongiurare i rischi per gli operatori, questa mattina hanno messo in campo una tecnica differente, utilizzando nella parte sommersa della nave speciali telecamere a fibra ottica fornite dai corpi speciali, che consentono di mostrare il contenuto di una cabina sfruttando un foro di dimensioni molto ridotte.

I sommozzatori, dopo due giorni di tentativi, sono riusciti a penetrare nella cabina del comandante Schettino e a recuperare dalla cassaforte diversi effetti personali, ma anche carte e documenti. Tra gli effetti un cd dati che i carabinieri stanno trattando con molta cura e il passaporto.

Gabrielli: "Contaminazione avvenuta"

Franco Gabrielli, Capo della Protezione Civile, si è recato questa mattina sull'isola del Giglio, per la costituzione del comitato scientifico da lui coordinato. Ben chiari due obiettivi: il recupero del carburante e quello del relitto. Per quanto riguarda il secondo obiettivo bisognerà anche decidere se provare a rimettere "in asse" la nave o imbrigliarla. Gabrielli, sull'isola come "commissario del governo" e non "commissario straordianario", come ci tiene a precisare, ha speso qualche parola sull'intervento del suo predecessore, Guido Bertolaso, parlando di una Protezione Civile il cui ruolo "deve essere seriamente ripensato", non solo in una logica di risparmio economico. Per Gabrielli è necessario che la Protezione civile "torni al suo core business", dimenticando per esempio la gestione dei grandi eventi.

Da parte sua è poi arrivata una conferma su un dato già discusso nei giorni scorsi, ovvero il danno ecologico per Giglio e Argentario. Gabrielli non ha dubbi: "La contaminazione è avvenuta. Noi siamo concentrati su quelle 2.400 tonnellate di carburante ma non dobbiamo dimenticare che in quella nave ci sono olio, solventi, detersivi. Tutto ciò che serve ad una cittadina di 4 mila persone".