Giallo negli Usa «Musulmani volevano avvelenare i marines»

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Se fosse vero, sarebbe un nuovo capitolo del «fronte interno» agli Stati Uniti vagheggiato da Al Qaida. Quello aperto qualche mese fa dal militare americano di origine palestinese che, dopo vent’anni di servizio ineccepibile con tanto di missione in Irak, aprì il fuoco all’interno di una base dell’esercito nel Texas provocando una dozzina di vittime. Questa volta le informazioni disponibili sono scarse e poco verificabili e non si sa quanto ci sia di vero nella notizia diffusa da un’emittente Tv legata alla destra religiosa americana. Comunque sia, l’esercito Usa sta cercando di verificare una soffiata secondo cui alcuni musulmani a Fort Jackson, in South Carolina, hanno cercato di avvelenare il cibo dei Marines. Nella base di addestramento - in cui ogni anno passano oltre 50mila tra soldati e soldatesse - si svolge anche la preparazione dei musulmani che vengono utilizzati come interpreti dall’arabo e poi vengono aggregati alle truppe statunitensi in Afghanistan e in Irak. L’esercito sta valutando la soffiata «in modo estremamente serio», ha spiegato un portavoce, «ma finora non ha trovato alcuna conferma credibile» all’ipotesi. Secondo la Cbn News (Christian Broadcasting network, una televisione televisiva cristiana fondata dal tele-evangelista Pat Robertson), poco prima di Natale cinque musulmani sono anche stati arrestati e sarebbero ancora in stato di fermo. I cinque, che facevano parte del programma Arabic Translation, sarebbero stati in contatto con il gruppo di musulmani che a dicembre viaggiò in Pakistan per alimentare la “guerra santa” contro gli americani. I componenti di quel gruppo furono poi arrestati nel Paese asiatico.