Giallo a Partinico, rapito possidente

Pietro Licari, 68 anni, incensurato, è sparito da sabato. La sua auto è stata ritrovata nelle campagne. Alla famiglia una richiesta di riscatto da 300mila euro. Ma gli inquirenti sono scettici: "Forse un depistaggio". Le ricerche sono in corso

Palermo - E' stato rapito Pietro Michele Licari, un proprietario terriero di 68 anni. L'uomo, incensurato, originario di Partinico, non aveva più dato sue notizie da sabato. La moglie, dopo aver denunciato la scomparsa del marito ai carabinieri, ha fatto sapere che nelle ultime ore alla famiglia è giunta una richiesta di riscatto. La chiamata è partita dal cellulare di Licari. Il sequestro è stato denunciato dagli stessi familiari del possidente, la moglie e la figlia, che vivono a Roma. Sabato scorso avevano tentato di mettersi in contatto telefonicamente con il congiunto, ma il cellulare squillava a vuoto. Ieri avrebbero ricevuto una telefonata dei rapitori, con una richiesta di riscatto.

Chi è Pietro Licari, conosciuto come l'avvocato, il proprietario terriero sequestrato in Sicilia, da anni vive a Partinico con l'anziana madre, in un appartamento vicino al commissariato di polizia. La moglie e le due figlie, con le quali è in buoni rapporti, risiedono a Roma. Una delle ragazze è titolare di una farmacia. Il possidente, originario del vicino paese di Borgetto, ha avuto in eredità dalla famiglia paterna estesi appezzamenti di terreno, in prevalenza uliveti e vigneti.

Indagini La Procura della Repubblica di Palermo indaga per sequestro di persona, le indagini sono affidate al procuratore aggiunto Alfredo Morvillo e al pm Maurizio De Lucia. L'auto del possidente, un Suv, è stata ritrovata nella notte dai carabinieri abbandonata vicino a un casolare di proprietà dello stesso Licari tra Partinico e San Giuseppe Jato. Il veicolo, che è stato lasciato con le portiere aperte, ora è nelle mani dei Ris che stanno effettuando tutti i rilievi del caso. Gli inquirenti sono scettici perché i rapimenti nel Palermitano sono considerati eventi rarissimi. "Stiamo valutando tutte le potesi - dice Morvillo -.
Non abbiamo scartato alcuna pista e qualsiasi notizia, anche incontrollata, potrebbe pregiudicare il buon esito delle indagini".

Dubbi Un anonimo interlocutore telefonico ha chiesto alla famiglia 300mila euro per la liberazione di Licari. Gli inquirenti stanno valutando con molta cautela i fatti. Al momento non si esclude l'ipotesi che il sequestro e la richiesta di riscatto siano una messinscena forse per depistare o comunque ritardare le indagini su quello che invece potrebbe essere in effetti un omicidio. Licari è incensurato e nel suo passato non sono emersi contatti di alcun genere con gli ambienti mafiosi. L'ipotesi che vi sia una matrice mafiosa nella scomparsa del possidente è al vaglio degli inquirenti, che tuttavia non escludono anche retroscena di diversa natura.

Le ricerche Da circa un'ora, tra Partinico, Borgetto e San Giuseppe Jato, è in corso una vasta battuta con un centinaio di carabinieri che stanno rastrellando le campagne del territorio e controllando pozzi e casolari abbandonati alla ricerca di Pietro Michele Licari. Sul posto sta seguendo personalmente gli accertamenti il colonnello Vittorio Tomasone, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo. Un elicottero dall'alto sta ispezionando il comprensorio mentre le unità cinfofile, alle quali sono stati fatti fiutare indumenti del possidente, stanno battendo palmo a palmo i sentieri e gli anfratti. Alle ricerche stanno partecipando anche i carabinieri del dodicesimo battaglione "Sicilia", lo squadrone dei "Cacciatori di Calabria" e sommozzatori dei vigili del fuoco che stanno ispezionando alcuni pozzi e invasi della zona.