Il «giallo» del posto di Garrone in tribuna

«Cosa c'è di meglio di un gol decisivo nel derby, all'ultimo minuto, sotto la Sud, in una partita che nemmeno dovevi giocare?», è l'aforisma numero 89 di Antonio Cassano. I tifosi blucerchiati sperano sia anche un presagio. Intanto il giocatore si allena e scalpita per giocare la stracittadina numero 101, arbitrata dall'internazionale Rosetti. Nel frattempo sui posti a sedere in tribuna dei due presidenti c'è un giallo: Preziosi ieri ha detto di aver dato per scontato l'invito di Garrone al suo fianco, proprio come nella passata stagione, ma secondo i biglietti arrivati a Corte Lambruschini i seggiolini sembrano abbastanza lontani. Cosa che, per scaramanzia, alla società blucerchiata non dispiace nemmeno troppo visti i risultati della passata stagione.
Per quanto riguarda la squadra, sarà una Sampdoria incerottata oppure mascherata. Ci saranno Poli e Pazzini, che con la copertura al titanio ormai ci vanno a nozze. E mentre Gasperini ha trascorso la settimana a studiare l'Atalanta di Gigi Del Neri, il tecnico blucerchiato sta vivendo in modo del tutto spensierato il clima della vigilia. Giovedì qualche scatto di fotografia a Palombo con una fan, ieri un lungo allenamento sotto la pioggia, con tutta la squadra a disposizione. E visto che anche nella settimana del derby è impossibile non parlare di Nazionale, il ct Marcello Lippi, in un'intervista concessa a «L'Espresso» in edicola oggi, è tornato sull'argomento Cassano, con un'inattesa apertura, almeno morale, al giocatore: «Io per le mie idee vado anche contro i camion. A me dispiace molto per lui proprio perché è un bravo ragazzo. Ma si è creata una situazione incredibile. In tanti dicono che sono testardo e arrogante. Il mio vero difetto è invece la coerenza. Tifosi e giornali sono come i partiti politici. Per la Nazionale ognuno ha il suo candidato. È legittimo, per carità. Ma io seguo con convinzione le mie idee. E quando non do spiegazioni è perché sono certo che ci costruirebbero su altre polemiche».