Giallo Ruby, per la difesa era già maggiorenne

I legali del premier presenteranno nuovi documenti per dimostrare la
vera età della ragazza all’epoca delle cene ad Arcore. L’ipotesi di una
rogatoria in Marocco. Nemmeno la telefonata di Berlusconi in questura
avrebbe rilevanza penale: vacilla la linea della procura

Milano - Quattro o cinque nuovi verbali di interrogatorio, che dimostrerebbero l’irrilevanza penale della telefonata con cui Silvio Berlusconi il 27 maggio chiese e ottenne il rilascio di Karima el Mahorug: è la fase due del contrattacco dei legali del presidente del Consiglio per evitare il rinvio a giudizio che la Procura si accinge a chiedere. Ma sulla scena del «Rubygate» i difensori del premier fanno entrare anche un nuovo fronte di indagine. Quanti anni ha davvero - si chiedono gli avvocati - Karima, ovvero «Ruby Rubacuori», la ragazza marocchina che per la Procura è «parte offesa» del reato di prostituzione minorile contestato a Berlusconi? Nel fascicolo dell’inchiesta, sostengono i legali Niccolò Ghedini e Piero Longo, c’è un atto secondo il quale «Ruby» non è nata nel 1992 ma nel 1991. Pertanto era già maggiorenne nella primavera scorsa, quando si recò ripetutamente nella villa di Arcore del presidente del Consiglio.
L’atto che lo afferma è stato individuato da Ghedini e Longo all’interno dell’invito a comparire notificato alla consigliera regionale Nicole Minetti e trasmesso alla Camera come integrazione alla richiesta di autorizzazione a procedere contro Berlusconi. A pagina 141 dell’invito è riportato un verbale di denuncia steso l’1 maggio 2009 davanti ai carabinieri della stazione di Crescenzago dalla ragazza, che poco prima è stata scippata nella zona di corso Buenos Aires. La giovane dichiara che uno sconosciuto, probabilmente rumeno, le ha strappato la borsetta contenente la rispettabile somma di 5.500 euro. Nell’intestazione della denuncia compaiono le generalità della giovane: «Ruby Eyek, nazionalità egiziana, nata in Egitto l’1 novembre 1991, residente a Letojanni in provincia di Messina».

Karima, come è noto, è effettivamente nata l’1 novembre, e risiede effettivamente a Letojanni. Nella denuncia indica un nome falso e una nazionalità falsa. Ma l’attenzione dei difensori di Berlusconi si è concentrata sull’anno di nascita. Un semplice trucco di Karima per evitare di presentarsi dai carabinieri come minorenne, rischiando di finire in comunità? O un raggio di luce diversa su un fronte, quello della vera età di Ruby, su cui si gioca inevitabilmente una parte dell’indagine? L’unico modo per avere una risposta precisa, ritengono Ghedini e Longo, sarebbe una rogatoria internazionale in Marocco, per acquisire gli originali dell’atto di nascita della ragazza.
In attesa di chiarire questo giallo, le ostilità tra accusa e difesa si giocano tutte sul primo capo d’accusa a carico del premier: il reato di concussione, l’unico per cui la Procura potrebbe chiedere il giudizio immediato per il capo del governo. La richiesta di rinvio a giudizio, data per imminente ormai da giorni, non è arrivata neanche ieri. Forse arriverà oggi, forse domani, forse dopodomani: «Vogliamo fare il più in fretta possibile - dice il procuratore Edmondo Bruti Liberati - ma non abbiamo scadenze obbligate». La verità è che fino a ieri sera la Procura non era ancora riuscita a trovare una linea comune per uscire dall’impasse giuridico in cui si è venuta a trovare. Come andare avanti, una volta assodato che per l’accusa di prostituzione minorile (ovvero per gli incontri con «Ruby») il Cavaliere non può essere rinviato a giudizio immediato? La linea è: processiamo Berlusconi solo per concussione, catapultiamo nel processo anche tutte le testimonianze a luce rossa sulle feste di Arcore, le telefonate di Berlusconi con le ragazze (quelle non ancora trascritte, e destinate a venire sfoderate al momento opportuno). E al resto ci pensiamo dopo.

Certo, il rischio è a quel punto che il tribunale di Milano perda la competenza sul processo-bis a Berlusconi, quello per prostituzione minorile: che sarà anche l’accusa tecnicamente più lieve, ma che è politicamente e mediaticamente la più devastante. Come uscirà, il pool milanese, dal cul de sac in cui si è inaspettatamente venuto a trovare?