Giallo su 25 transfughi al Senato. Le smentite: «Restiamo»

RomaC’è chi, in Futuro e libertà, la chiama la grande fuga, l’Alcatraz del Pdl. In questi giorni sono volati numeri quasi a tre decine su possibili migranti pidiellini, pronti ad annunciare il passaggio al gruppo di Fini quasi nelle prossime ore. In realtà la giornata di ieri ha ridimensionato gli allarmi. Sia alla Camera sia al Senato i coordinatori La Russa e Bondi hanno incontrato i capigruppo del partito alla presenza di alcuni ministri (Gelmini, Fitto e Sacconi).
Al Senato, i 25 firmatari di un documento di riflessione per il Pdl hanno precisato che sottoscrivere un testo di quel tipo non significa affatto volersene andare dal Popolo della libertà. Erano tutti sospettati di preparare la fuga. E invece la smentita è stata decisa, a partire dal primo firmatario, il senatore e sottosegretario Andrea Augello: «Non avrò difficoltà a confessare diversi tipi di tentazione che hanno attraversato la mia esistenza, ma tra questi onestamente non compare la partecipazione a una scissione dal Pdl».
Diverso il discorso per la Camera. È qui che si starebbe preparando una mini-fronda, ma al momento davvero piccola: si parla di uno, massimo due, deputati pronti ad abbracciare Fini. Fli potrebbe dunque passare a Montecitorio a quota 36-37. Vero è che in alcune aree del Pdl cresce un certo malessere, un «disagio», come lo chiama il toscano Roberto Tortoli, uno degli accreditati al passaggio con i finiani alla Camera, ma che al Giornale smentisce: «Non capisco come sia uscito il mio nome. Sono fedele a Berlusconi sempre. E comunque lontanissimo da Fini». Il «disagio» c’è perché nel partito, dice «le cose non vanno benissimo, credo che la posizione critica serva proprio al presidente Berlusconi». Per Alessio Bonciani, deputato toscano molto polemico con il coordinatore Verdini, la tentazione starebbe prendendo la concretezza di un cambio effettivo, ma non immediato: «Non è all’ordine del giorno», spiega: «Sicuramente sono uno di quelli che si manifesta insoddisfatto dell’evoluzione del mio partito». Ma prima, dice, vuol «provare a favorire cambiamenti». A Montecitorio sembra certo il passaggio a Fli per Daniele Toto, ex coordinatore a Chieti. Al telefono risponde con un eloquente: «non commento».
Hanno avuto molto da fare con i comunicati di rettifica ieri al gruppo Pdl del Senato. Prima hanno scritto in sei: Franco Bevilacqua, Benedetti Valentini, Maurizio Castro, Gennaro Coronella, Laura Bianconi e Cristiano De Eccher. In una nota i senatori indiziati di trasferimento spiegano di aderire al Pdl «in modo convinto, leale e stabile». Poi è stata la volta di altri 13, da Ombretta Colli a Romano Comincioli a Enzo Ghigo: nessuno con Fli. Equivoco risolto: il documento dei 25 conteneva richieste «legittime, molte delle quali accolte», chiarisce il vicepresidente del gruppo Gaetano Quagliariello. Forse è stata «un’ingenuità» farlo uscire in questo momento, perché qualsiasi riflessione adesso può essere «interpretata come una fronda».