Giallo su Trenet. L’eredità finisce in tribunale

Il cantautore, morto a 88 anni, lascia tutto al segretario. I parenti: «È una estorsione»

da Parigi

Giallo sull’eredità di Charles Trenet, il glorioso cantautore di Douce France scomparso a 88 anni nel 2001. Secondo il quotidiano Le Parisien, i familiari di Trenet sono ricorsi al giudice per fare chiarezza sui motivi che hanno portato l’artista a escludere i parenti dal testamento e a nominare come suo unico erede il suo segretario, il 47enne Georges El Assidi.
Lucien e Wulfran trenet, la sorella e il nipote del cantante, accusano El Assidi di aver circuito e manipolato Trenet per intascare la sua cospicua eredità. Trenet infatti è titolare dei diritti d’autore di più di mille canzoni da lui composte, successi internazionali divenuti famosi nel mondo sopprattutto tra gli anni Trenta e Cinquanta come La mer, Y’a d’la Joie (interpretata da Maurice Chevalier, padre spirituale di Trenet), Que reste-t-il de nos. Secondo la famiglia il testamento sarebbe stato scritto «guidando la mano» dell’artista. Le accusa sono pesantissime: estorsione, violenza, omicidio volontario.
L’ex segretario personale di Trenet si difende e definisce le accuse ridicole. «Trenet era lucido quando ha firmato il testamento - racconta il legale di El Assidi - soprattutto l’accusa di eutanasia non sta in piedi». Comunque il tribunale di Creteil ha aperto una inchiesta affidata alla squadra di repressione della delinquenza alle persone della polizia giudiziaria di Parigi. Animatore della vita artistica e culturale di Montparnasse con personaggi come Artaud e Cocteau, Trenet ebbe un momento di grande popolarità in Italia negli anni Cinquanta.