Giallo sul primo incontro tra Obama e il Pontefice

Dopo le tensioni su aborto e staminali il teologo americano Reese parla di colloquio imminente. Il Vaticano:
per ora nessuna richiesta. Possibile un vertice nel mese di luglio

Roma - L’inquilino della Casa Bianca incontrerà presto l’inquilino vestito di bianco dei palazzi vaticani: lo ha affermato ieri il teologo gesuita americano Thomas J. Reeve, intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione «In mezz’ora» su Raitre. Il Vaticano, però, smentisce che Barack Obama abbia presentato una richiesta d’udienza con Benedetto XVI, il che non significa, ovviamente, affermare che l’incontro non avverrà, ma soltanto che al momento non è in agenda.

Padre Reeve ha detto di non credere che ci saranno tensioni tra il Vaticano e la nuova amministrazione statunitense. «Non credo che ci sarà uno scontro - ha detto - nonostante la differenza di vedute sulle cellule staminali embrionali. Il Vaticano è abituato a gestire relazioni internazionali e, quando ha a che fare con un governo, lo critica sulle cose che ritiene di criticare, ma poi si dialoga. C’è una grande vicinanza su alcune questioni internazionali quali la situazione in Irak, il Medio Oriente e l’esigenza di regole in economia». «Credo che sarà un incontro che entrambi apprezzeranno – ha aggiunto padre Reeve nell’intervista con Lucia Annunziata -. Sono persone molto in gamba. Sono entrambi preoccupati per questo momento di crisi economica che attraversa il mondo. Nei colloqui ci possono essere anche motivi di disaccordo, ma sarà anche un’opportunità per affrontare questioni comuni». Il gesuita ha precisato di non avere «conoscenza specifica» di quando avverrà l’incontro, limitandosi a spiegare che «è un incontro che sia il Vaticano che l’amministrazione statunitense vorrebbero».

È stato ipotizzato che la visita di Barack Obama dal Papa possa avvenire tra il 31 marzo e il 5 aprile, durante la visita del presidente Usa in Europa in occasione del prossimo G20.

Interpellato sull’argomento, padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha dichiarato che in Vaticano «non risulta attualmente alcuna richiesta di incontro da parte del presidente degli Stati Uniti». Gli Usa, del resto, ha fatto notare Lombardi, non hanno ancora nominato il loro nuovo ambasciatore presso la Santa Sede, in sostituzione di Mary Ann Glendon. Considerati anche i due viaggi che porteranno il Papa da domani in Africa e poi in maggio in Terra Santa, è assai più probabile che l’incontro tra Obama e il Papa possa tenersi in luglio, quando il presidente sarà in Italia per il G8 che si svolgerà alla Maddalena, anche se nulla è stato deciso al riguardo né sono state fissate date.
Pur essendo teoricamente ancora aperta la possibilità di un’udienza tra il 31 marzo e il 5 aprile, la data di luglio appare dunque molto più plausibile. Di certo l’incontro si farà: nonostante la nota posizione di Obama sulle cellule staminali – che peraltro non rappresenta una sorpresa per il Vaticano – esistono altri campi dove sono possibili convergenze, ad esempio in politica internazionale, per la pace in Medio Oriente. Incontri tra il presidente degli Stati Uniti e il Papa sono sempre avvenuti, e le porte dei palazzi vaticani si aprono per ricevere tutti.

Nella Santa Sede si è più propensi a credere che l’incontro avverrà più avanti anche a motivo della difficoltà che sta vivendo l’America in questo momento e delle varie soste che Obama dovrà fare presso alcuni Paesi europei in vista del G20. Cortesia diplomatica vuole che udienze del genere vengano chieste con sufficiente anticipo, per poterle adeguatamente preparare e inserire nel calendario dei non pochi impegni papali. Ma anche se il presidente domandasse di vedere Benedetto XVI con pochi giorni di preavviso, difficilmente troverà sbarrato il Portone di Bronzo.