Giallo sull’incendio all’ex Guerzoni

Era stato appena presentato il piano di recupero. L’assessore Manca: «È un atto intimidatorio»

Appena il tempo di presentare in conferenza stampa la riqualificazione delle ex officine Guerzoni, via Dergano, che l’altro pomeriggio alle 18 lo stabile tra piazzale Maciachini e via Jenner è andato in fiamme. I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare un paio di ore per poter spegnere l’incendio le cui cui origini sono ancora incerte. Anche se la coincidenza fa dire all’assessore comunale alla Sicurezza Guido Manca e al presidente della zona 9 Fabrizio Henning un eloquente: «Molto strano».
L’area, circa 1.500 metri quadrati di proprietà comunale, fu per anni una grande officina meccanica. Poi la deindustrializzazione fece chiudere l’attività e l’edificio, come molti altri incustoditi, diventò rifugio di extracomunitari. Nei mesi scorsi il Comune ha affidando lo stabile all’associazione «Amico Charly» che ha predisposto un progetto per trasformare l’area in uno spazio destinato ai giovani in difficoltà. Costo totale: 3 milioni di euro, compresi i 30mila chiesti dall’Amsa per raccogliere i 50 quintali di immondizie lasciate dagli ultimi «inquilini». Soldi da raccogliere anche attraverso iniziative benefiche come il concerto della London Philharmonic Orchestra alla Scala. «L’incendio dunque non ha creato grossi danni, perché si tratta comunque di una costruzione che ha bisogno di un radicale intervento di risanamento - spiega ora Hennig che però oltre a trovare «strano» l’incendio poche ore dopo la conferenza stampa ricorda altri episodi -: come le molotov contro la sede del consiglio di zona, a cui seguì l’incendio di una nostra auto e scritte a sostegno dell’immigrazione dal Terzo Mondo. Infine altre fiamme hanno determinato 150mila euro di danni all’auditorium Ca’ Granda».
Più esplicito l’assessore Manca: «Sono atti intimidatori che non fermeranno l'opera di bonifica che la giunta sta portando avanti, con determinazione e impegno, in queste aree periferiche della città. Nei capannoni di via Guerzoni trovano rifugio gruppi di extracomunitari clandestini e non posso escludere che qualcuno che li sfrutta potrebbe avere interesse a lasciare la situazione così com’è».