Giallo sull’incontro Senatùr-cardinale

Il primo a tendere una mano, dopo una giornata ad alta tensione, era stato l’europarlamentare e consigliere comunale leghista Matteo Salvini. «Tettamanzi? - aveva detto lunedì, mentre alla Scala andava in scena la Carmen - Chiederò un incontro con la Curia prima di Natale», magari «mangiando una fetta di panettone padano». Insomma, un modo per stemperare gli animi dopo l’attacco della Padania. Domenica scorsa, infatti, il quotidiano del Carroccio aveva definito l’arcivescovo di Milano «un imam», provocando un mezzo terremoto politico. Ma la Curia, almeno per il momento, non sembra avere fretta. La richiesta di un incontro in forma privata avanzata da Salvini sarà valutata. A tempo debito. Mentre viene smentita la notizia che dai vertici della Lega, Umberto Bossi in primis, sia mai stato chiesto un faccia a faccia «riparatore».
Insomma, l’agenda del Senatùr non prevederebbe un colloquio a breve con il cardinale Tettamanzi, nonostante alcune indiscrezioni lo volessero impegnato in prima persona per ricomporre lo strappo. Ma dalla Lega confermano. L’incontro ci sarà, probabilmente già domani. Quasi un giallo. Se e quando «arriverà la richiesta - sottolinea invece la Curia - si vedrà». Tempo al tempo, dunque, mentre si susseguono le voci sul lavoro delle «diplomazie». È lo stesso Salvini a tentare un chiarimento. «Io, attraverso la mia segreteria, ho chiesto di incontrare da milanese il mio vescovo per un sereno scambio di auguri, depurato dagli eccessi verbali che ci possono essere stati in questi giorni. Un incontro privato sui temi aperti per confrontare le rispettive sensibilità». Insomma, un’iniziativa personale. I rumors su un possibile colloquio tra Bossi e Tettamanzi, però, finiscono per investire anche il sindaco Letizia Moratti, indicata come possibile mediatrice. Ma la Moratti si sfila dall’incombenza. «Credo che sia il cardinale Tettamanzi sia il ministro Bossi - fa notare il sindaco - abbiano la possibilità di decidere i loro incontri senza bisogno del mio intervento».