Giallo sull’uccisione dell’erede di Zarqawi

Tv arabe lanciano la notizia della morte di Al Masri in un raid, ma gli Usa smentiscono

Fausto Biloslavo

Giallo sulla sorte di Abu Ayub al Masri, il capo di Al Qaida in Irak, mentre il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, è arrivata a Bagdad per una visita fuori dal programma del suo viaggio diplomatico in Medio Oriente. Ieri mattina il successore di Abu Musab al Zarqawi, ucciso in un raid aereo americano lo scorso giugno, era stato dato per morto da alcune fonti irachene. La televisione Al Arabiya, seguita da Al Jazeera, aveva annunciato l’uccisione del capo terrorista in un raid molto simile a quello in cui ha trovato la morte il tagliagole che lo ha preceduto.
Un funzionario del ministero degli Interni iracheno ha fatto trapelare la notizia che Al Masri sarebbe stato ucciso mercoledì pomeriggio in un covo di Haditha, una cittadina a ovest di Bagdad. La notizia era stata confermata da Hasan al Senaid, un parlamentare iracheno vicino al primo ministro Nuri al Maliki.
Un attacco aereo e il susseguente intervento dei corpi speciali hanno effettivamente distrutto una base segreta di Al Qaida a Haditha uccidendo almeno tre terroristi. Fra questi si pensava ci fosse anche Al Masri, ma poche ore dopo la fuga di notizie sulla sua probabile morte il comando americano ha fatto marcia indietro. «Pensiamo che sia ancora vivo» ha dichiarato il portavoce delle forze di coalizione. Il generale William Caldwell aveva poche ore prima spiegato che i corpi speciali erano sulle tracce di Al Masri, dopo aver scoperto un video in cui il terrorista prepara una macchina minata. Qualche giorno fa il consigliere per la sicurezza nazionale iracheno, Mowaffak al Rubaie, aveva detto che «i giorni di Al Masri sono contati».
Nel pomeriggio di ieri anche il governo iracheno ha teso a escludere che fra gli uomini uccisi a Haditha ci sia il capo di Al Qaida. «La persona uccisa non sarebbe Al Masri, ma si sta eseguendo il test del Dna per avere una risposta certa. Dai primi riscontri non sembra si tratti di lui, anche se il risultato finale sarà disponibile nei prossimi giorni» ha dichiarato un portavoce dell’esecutivo.
Forze irachene e americane hanno assestato duri colpi alla rete di Al Qaida in Irak. Solo nel mese di settembre sono stati uccisi 110 militanti legati alla struttura terroristica. Fra i 510 sospetti membri di Al Qaida detenuti c’è pure l’autista di Al Masri e recentemente è finito in manette il suo braccio destro. Il problema è che il capo di Al Qaida, conosciuto anche come Abu Hamza al Muhajir, è stato il primo fondatore di una cellula terroristica a Bagdad e ancora prima della morte di Al Zarqawi era uno degli elementi più inafferrabili.
Nel frattempo è giunta a sorpresa ieri pomeriggio nella capitale irachena la Rice per incontrare il primo ministro Maliki e discutere, anche con esponenti sunniti, della drammatica espansione delle violenze settarie che rischiano di trascinare l’Irak nel baratro della guerra civile.