Il «giallo» della zavorra: nessuno sa più cosa fare

Rischio penalizzazioni: Renault e Toro Rosso non monteranno il dispositivo. Continua la guerra dei nervi Schumacher-Alonso

Andrea Rossi

Mette le mani avanti, Fernando Alonso. C’è da capirlo. Dopo le sberle che Schumacher gli ha rifilato negli ultimi tre Gp c’è poco da stare allegri. Il tedesco gli ha rosicchiato 14 punti, ora lo tallona da vicino, a meno undici. Logico che il leader del mondiale non si senta tranquillo. Soprattutto se pensa al futuro immediato: Budapest, Istanbul, Monza. «Gare difficili, ci sarà da soffrire. Dopo Hockenheim non abbiamo avuto tempo di reagire, né potremo effettuare nuovi test». Pensieri cupi. Ben diversi dall’ottimismo di Michael Schumacher. Che promette battaglia: «Se avessi saputo a inizio campionato che a questo punto della stagione sarei stato indietro di 11 punti, non sarei stato affatto contento. Ma con quello che è accaduto ultimamente, e il distacco ancora ridotto, la cosa suona molto meglio. Per le prossime gare crediamo di avere un pacchetto in grado di funzionare alla grande».
Proclami prima che la battaglia prenda il via. Poi ci sono i tourbillon che si agitano dietro le quinte. Le voci sempre più insistenti sulle manovre di casa Ferrari. In Finlandia hanno pochi dubbi: Kimi Raikkonen ha già firmato con il cavallino. Lo rivela il quotidiano Ilta-Sanomat, secondo cui il pilota avrebbe messo nero su bianco l’accordo che lo legherà alla Rossa per i prossimi cinque anni. Roba da 160 milioni di euro, 32 a stagione. L’annuncio ufficiale, dicono in Finlandia, sarà dato dopo il Gp di Monza del 10 settembre. E, se dovesse davvero andare a finire così, l’interrogativo si sposta sul futuro di Schumi. Si farà da parte, o darà ancora la caccia al trono della Formula uno, in coabitazione con Raikkonen?
Infine ennesimo contrordine sul mass damper, il dispositivo (una specie di zavorra) che sta diventando un caso. I team che lo utilizzano sono sbarcati a Budapest con i discussi ammortizzatori antivibrazione. Ma difficilmente li monteranno. Il perché è presto detto: temono di incappare in qualche sanzione retroattiva. Dopo la lettera della Fia, che lunedì aveva rassicurato le scuderie, precisando di avere chiesto alla Corte d’appello - che il 22 agosto deciderà se dichiarare irregolare il mass damper - di non sottrarre gli eventuali punti conquistati con il dispositivo, ieri è arrivato l’ennesimo dietrofront. Charlie Whiting, delegato tecnico Fia, ha puntualizzato nuovamente le ragioni per cui il mass damper è considerato illegale. Le scuderie ora non sembrano fidarsi troppo. Soprattutto dopo che i giudici di Budapest, e la Fia, hanno consigliato alla Toro Rosso - che già aveva montato il dispositivo - di rimuoverlo. La Renault, di fronte a tale confusione, ha chiesto chiarimenti: vuole sapere a quali rischi va incontro chi deciderà di montare il mass damper. Attende una liberatoria dalla Fia, vorrebbe sentirsi blindata, certa di non perdere punti preziosi per strada. Senza una risposta chiara non vuole rischiare e, salvo sviluppi dell’ultima ora, non monterà il dispositivo. Sarà un vantaggio per Schumi?