Giambellino, ucciso ai giardini Fermato giovane marocchino

Sembra prossimo alla soluzione il caso del giovane salvadoregno, ucciso nella notte tra giovedì e venerdì nei giardinetti tra largo Giambellino e via dei Tulipani. L’altra notte la polizia ha infatti fermato un marocchino di 19 anni e sta cercando una-due persone che avrebbero agito con lui. Incerti invece il movente, rapina o regolamento di conti, e le cause della morte. La vittima è stata infatti colpita alla testa con una pietra, ma ha anche lividi sospetti sul collo.
L’allarme è scattato nella notte quando, verso le 3, un passante nota il corpo ormai senza vita di Ramirez Equizabal, 26 anni, originario del Salvador. Il ragazzo è regolare, figlio di immigrati che con grandi sacrifici stanno cercando di costruirsi una vita onesta nel nostro Paese. Lui invece sembra incontrare qualche difficoltà: ufficialmente fa il facchino ma non sembra abbia un lavoro fisso, almeno non negli ultimi tempi. E la sua presenza in quel fazzoletto di verde, zona di piccolo spaccio, al Giambellino, lascia immaginare come non fosse lì per caso: o vendere o comprare, non c’è molta scelta.
Nei giardinetti dunque Equizabal incontra qualcuno che lo aggredisce, lo colpisce selvaggiamente a colpi di pietra e forse lo finisce strangolandolo. Un particolare che solo l’autopsia potrà chiarire. Come potrà chiarire se il giovane fosse ubriaco (vicino al suo corpo sono state trovate 5 lattine di birra), l’alcol potrebbe aver attenuato le sue facoltà fisiche e psichiche, impedendogli un’efficace difesa. Ma anche se fosse un assuntore di sostanze stupefacenti, spostando dunque il movente su una dose di droga non pagata, piuttosto che su una rissa tra spacciatori.
Una volta identificata la vittima, anche grazie al motorino a lui intestato e trovato poco distante dal luogo del delitto, la polizia ha avviato le indagini. In zona gli investigatori della mobile hanno trovato, per buona sorte, diversi, e soprattutto attendibili, testimoni che hanno fornito descrizioni abbastanza precise sui possibili aggressori. Tanto che dopo nemmeno 24 ore gli agenti avrebbero già messo le mani su uno dei presunti autori della mortale aggressione. È un giovanissimo maghrebino, irregolare, che ha detto agli agenti di essere marocchino e di avere 19 anni. L’adolescente è stato messo a disposizione del pm che ora dovrà procedere al suo interrogatorio per capire le ragioni che hanno scatenato la furia omicida, confermare la presenza di gravi indizi a suo carico e quindi convalidare il fermo. Con lui però ci dovrebbe essere stata almeno un’altra persona, forse due. Che in questo momento sono attivamente ricercate.