GIAN BURRASCA Il ragazzino specchio dei giovani d’oggi

Al teatro San Babila da martedì le avventure del personaggio che rese famosa Rita Pavone in tv

Matthias Pfaender

Le avventure di Gian Burrasca, protagonista del libro di Luigi Bertelli arrivano a suon di musica sul palco del Teatro San Babila, dal 28 novembre al 3 dicembre. Un lavoro ben rodato, che ha superato in due anni le 150 rappresentazioni e che può vantare l'intervento di grandi nomi dello spettacolo.
I testi delle canzoni sono infatti quelli che Lina Wertmüller creò per lo sceneggiato televisivo che vedeva Rita Pavone nelle vesti di Gian Burrasca, mentre la partitura musicale è di Nino Rota, noto per le collaborazioni di felliniana memoria nonché per aver scritto una delle arie più famose di tutti i tempi: la colonna sonora del Padrino, opera che gli valse anche l’Oscar. Nelle melodie scritte per il Gian Burrasca televisivo e riprese dal musical con gli arrangiamenti del maestro Roberto Negri si ritrovano anche accenni a Gershwin e Will, con stili che spaziano dall'americanissimo swing all'esotica rumba, sino agli orecchiabili tanghi e walzer.
La storia portata in scena dalla compagnia sotto la direzione artistica di Marco Daverio (autore dell'adattamento teatrale) con la regia di Bruno Fornasari è una fedele trasposizione del testo originale del primo Novecento, rivisitato nei canoni del genere musical.
«Ciò che più mi colpisce ogni volta nel riproporre nei vari teatri d'Italia lo spettacolo, è la reazione del pubblico nei confronti di una storia così datata. Evidentemente la genuinità del personaggio e la vena critica dell'opera rendono la vicenda estremamente attuale - sottolinea Daverio -. Bisogna aver ben presente che Gian Burrasca è un monello solo agli occhi degli adulti, che non ne accettano la purezza del cuore e bollano come marachelle quei comportamenti che in realtà son dettati dalla sincerità e dalla mancanza di malizia propria dei bambini».
«Lo stesso Bertelli con il suo libro intendeva criticare il malcostume degli adulti italiani, dipinti come degli ipocriti che tentano di tarpare le ali di quello spirito libero che è Gian Burrasca, un bambino capace di sentimenti profondi e di lealtà infinita. Non dimentichiamoci - continua - che uno dei motivi cardine di tutta la vicenda è l'amicizia, che Giannino scopre andando in collegio».
«Insomma, anche se nel registro leggero del musical, lo spettacolo sa essere un importante spunto di riflessione; soprattutto - conclude Daverio - in un periodo come questo, in cui le cronache sono purtroppo piene di vicende legate alla delinquenza minorile, piaga sociale alla quale i soliti adulti, così come cento anni fa, reagiscono puntando il dito contro i giovani, senza riconoscere che i comportamenti dei minori sono sempre, senza eccezioni, il frutto dell'esempio che gli viene dato. Dovremmo riflettere su che modelli offriamo ai nostri figli, a cominciare da un'attenta analisi dei media di comunicazione di massa».
Gian Burrasca, Teatro San Babila, da martedì, ore 21, info 02-795469, ingresso da 27 a 19,50 euro