Gian Giacomo, il collezionista del Risorgimento

La storia e la cultura, si sa, sono fatte di uomini e Milano certo non fa eccezione. In un anno di celebrazioni come quello sulla genesi del tricolore, desterà particolare interesse la mostra che inaugura oggi sulla figura di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, nobile collezionista e mecenate che, in virtù della sua generosità, del suo fiuto e delle sue passioni, seppe regalare alla città un piccolo gioiello che continua a brillare: ovvero la casa-museo di via Manzoni a lui intitolata, scrigno di tesori e luogo denso di identità come le case-museo che oggi, nell’era dell’arte globalizzata, rappresentano le più interessanti testimonianze dell’umanesimo.
Il Poldi Pezzoli, con i suoi preziosi arredi e una collezione che racchiude opere di Perugino, Piero della Francesca, Botticelli, Pollaiolo, Michelangelo e molti altri maestri del passato, si colloca oggi sulla falsariga delle maggiori case-museo internazionali, come il Museum Rodin di Parigi, il Museu Gaudì di Barcellona, il Musée Horta di Bruxelles. Merito del suo fondatore, discendente di una nobile famiglia di letterati immersa nell’intellighenzia del neoclassicismo milanese e a stretto contatto con le più floride menti dell’epoca. Ma fu proprio il giovane Gian Giacomo, fervente sostenitore dei moti rivoluzionari del ’48, a dedicarsi anima e corpo nell’ampliamento della grande collezione di famiglia, viaggiando per l’Europa dove entrò in contatto con collezionisti e artisti internazionali. Oggi finalmente una grande mostra ne racconta le gesta e l’attività culturale che, sotto la curatela di Lavinia Galli e Fernando Mazzocca, mette in evidenza una trentina di opere come fulgida testimonianza del fermento culturale nel decennio precedente all’unità. Un omaggio doveroso, in occasione del 150mo anniversario dell’unità d’Italia, che la direttrice Annalisa Zanni ha voluto inserire nella florida attività del museo. «La partecipazione di Gian Giacomo alla nascente nazione italiana – dichiara – si tradusse per lui nel sostegno all’arte contemporanea, all’artigianato artistico e alla tutela del patrimonio lombardo, per concludersi con la donazione della propria casa museo a uso e beneficio pubblico nel 1881».
La bella esposizione si articola in tre sezioni: la prima, biografica, si apre con il «Ritratto» di Gian Giacomo Poldi Pezzoli di Francesco Hayez e alcuni documenti di archivio, tra cui il «Libro dei Conti» autografo appena ritrovato. Quindi un video biografico ripercorre le tappe della vita del collezionista calandole nella realtà storica e politica dell’epoca. La seconda sezione indaga la moda del collezionismo d’armi e la nascita delle Armerie in Italia, da quella Reale di Torino alle armerie milanesi Sanquirico e Uboldo, quest’ultima saccheggiata dagli insorti durante le Cinque Giornate. Infine, la terza sezione si concentra sul mito di Dante nell’Ottocento e la sua valenza patriottica, «per spiegare il clima in cui sorge a casa Poldi Pezzoli lo Studiolo Dantesco, realizzato nel 1853-1856».