Gianfranco Miglio, il federalismo e come non è andata a finire

Gianfranco Miglio, 1996, così è andata a finire, Mondadori 1993, 191 pagine, 26mila lire.
Pagina 16: «Le elezioni politiche, celebrate nella primavera del 1994, videro il trionfo della Lega Nord in Valle Padana, il successo degli ex comunisti nelle regioni del Centro, e della Dc e delle destre nel Sud e nelle isole».
Pagina 19: «Nell’aprile del 1995 il valore della Lira sui mercati finanziari precipitò: la svalutazione superò il 50 per cento rispetto alla primavera del 1992. Gli Stati europei e la Cee cominciarono a prendere le distanze da un paese sempre meno affidabile».
Pagina 20: «La Chiesa cattolica tedesca espresse pubblicamente le proprie preoccupazioni sulla sorte del Vaticano, prigioniero di un paese ormai in pieno caos finanziario».
Pagina 21: «Un mese più tardi, venne l’annuncio clamoroso di un mega-contratto di leasing con il quale un gruppo di banche nipponiche otteneva in prestito il patrimonio artistico del Vaticano».
Pagina 23: «Utilizzando un “gruppo di fuoco” di mafiosi, venne organizzato un attentato, fortunatamente fallito, a Umberto Bossi».
Pagina 25: «Nel marzo del 1996 ebbe luogo il referendum popolare in base al quale, con una maggioranza dell’80 per cento dei votanti, venne adottata la nuova Costituzione; tre mesi dopo si effettuarono le elezioni politiche, dalle quali nacque il nuovo Parlamento federale: era domenica 9 giugno 1996».