Gianfry piace a sinistra, ma i voti non sono certi. Il Cav? Nessun effetto Ruby

Sondaggio Euromedia. La Ghisleri analizza la convention di Perugia: "Questi eventi non causano forti oscillazioni di preferenze". Il consenso a Silvio? "Non è stato minimamente alterato"

Roma Apprezzato da chi vuole la fine del governo di centrodestra. Quindi applaudito quasi solo dai militanti di sinistra, soddisfatti più per quello che potrebbe distruggere, che per quello che sta costruendo. Il bilancio politico della convention di Futuro e libertà, secondo la sondaggista Alessandra Ghisleri (Euromedia Research) non è dei più brillanti. Il discorso di Gianfranco Fini a Perugia - ha spiegato la sondaggista intervistata a KlausCondicio - «ha sfondato a sinistra, nel senso che trova consenso per il fatto che potrebbe essere la mina per fare “esplodere” Berlusconi. Ma non è detto che questo si traduca in voti, al momento è molto difficile capire come reagirà l’elettorato di sinistra». Il paradosso quindi è che la merce confezionata da Fini, apprezzata a parole da molti, possa rimanere invenduta. «Faccio notare - ha spiegato Ghisleri - che le stesse technicalities ideate dal maestro (le convention, il logo, l’allestimento) vengono ricalcate da chi vuole fare un percorso molto vicino a quello ideato da Berlusconi».
Strettamente legati al consenso, ci sono i nodi politici che Fini deve ancora sciogliere. Quali margini di manovra avrà il nuovo partito dipende molto dalle regole. «Sul piano politico bisogna anche riuscire a comprendere quale tipologia di legge elettorale verrà scelta per valutare il peso effettivo del Fli», ha spiegato Ghisleri.
«Premesso che queste convention non provocano mai forti oscillazioni di voti, al massimo un paio di punti, credo che, più che dare messaggi antiberlusconiani, per Fini sia importante far capire qual è la squadra attraverso la quale vorrebbe cambiare un Paese, migliorarlo, trasmettere un progetto. Non si tratta di scegliere se imbarcare o meno Casini, non credo sia questa la priorità degli elettori o altre operazioni - diciamo così - più di vertice». Anche perché i centristi per il momento restano alla finestra e questo ha un peso anche sui consensi. «L’Udc è fermo perché si è messo in platea a vedere l’evoluzione e chi vince fra i due litiganti. Bacchetta dall’altra, ma non produce né consensi né dissensi ulteriori». Una valutazione anche sul Pd: improbabile, secondo la sondaggista, che Nichi Vendola si imponga alle primarie, mentre Matteo Renzi avrebbe più possibilità.
Infine, per quanto riguarda il premier, la Ghisleri assicura che «non c’è alcun effetto Ruby. Non ha minimamente inciso sul consenso di Berlusconi. La gente ha assistito a una sorta di “accanimento terapeutico” che ha colto familiari, figli, fratelli, sorelle e Berlusconi stesso, nell’ultimo periodo oggetto di ripetute indagini». E anche in questo caso l’effetto non è quello che ci aspetterebbe: «Alla fine non interessa cosa faccia alla sera un politico una volta chiusa la porta di casa. Succedeva anche con i re. La gente non giudica i politici per la loro vita privata, ma per quello che sanno fare e per il benessere che possono portare».