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Verissimo, a Montecitorio il gruppo dei deputati finiani è andato al di là di ogni aspettativa: fra falchi e colombe, il presidente della Camera è riuscito a reclutare 33 onorevoli per «Futuro e libertà per l’Italia». Certo, a ben vedere, manca il trentaquattresimo, il più illustre: Gianfranco Fini, infatti, resta iscritto al gruppo parlamentare del Popolo della libertà, senza rinnegare la scelta che fece nella seconda seduta della legislatura.
A differenza di alcuni suoi predecessori sullo scanno più alto di Montecitorio che scelsero il gruppo misto per denotare ancor di più il proprio ruolo super partes, Fini optò orgogliosamente per il gruppo Pdl. E, a oggi, nonostante non abbia nemmeno la tessera del Popolo della Libertà, non ha cambiato idea, né nella seduta di venerdì, né in quella di ieri. Resta un dubbio: non è che «Futuro e libertà per l’Italia» non convince nemmeno Gianfranco?