Gianmaria Testa, per pochi intenditori

«Non mi interessa avere le folle. È ovvio che come tutti sono gratificato dall'applauso, ma non è certamente la cosa in assoluto più importante. Mi sono potuto permettere anche questo punto di vista grazie al fatto che ho avuto un lavoro. Non ho avuto bisogno di vivere di canzoni. Dunque, se viene qualcuno bene, altrimenti non importa».
Da queste parole si apprende l'animo di Gianmaria Testa. Per lui, cantautore cuneese classe 1958, l'espressione artistica è potuta rimanere tale, incontaminata (o quasi) dal mercato discografico. Ed è solo in questo modo che si rimane alla larga dalle tendenze volute dall'ultimo produttore di grido o dagli stessi consumatori. Per Gianmaria è stato sempre così, aiutato anche dal fatto che per diverso tempo fu più famoso all'estero (Francia soprattutto) che in Italia. «E poi quando non sei veicolato da tv e radio, per tua o altrui volontà, è facile rimanere in ombra», afferma.
Ad aspettarlo c'è però sempre un pubblico fedele, di nicchia, amante di una canzone d'autore fatta tutta di sentimento, poesia e delicata melodia. E i fan milanesi avranno una sola occasione in tutta la provincia: questa sera Testa farà tappa al Palasport di Seveso, dopo un lungo tour che lo ha visto girare prima in Svizzera, poi in Germania.
Ascolteremo i brani dell'ultimo lavoro, il sesto in carriera per il musicista piemontese (il primo fu Montgolfières, pubblicato nel 1995), quel Da questa parte del mare uscito nel 2006 ma che l'anno scorso ricevette la Targa Tenco come migliore album dell'anno: un lavoro interamente dedicato al tema delle migrazioni moderne; una riflessione poetica, aperta e senza demagogia sugli enormi movimenti di popoli che caratterizzano il mondo odierno. Ad aprire la serata sarà Andrea Parodi, musicista che ha saputo creare un connubio tra rock statunitense e cantautorato all'italiana.
Gianmaria Testa
Palasport di Seveso, via Gramsci
Questa sera, ore 21
Info: 892101