Gianni Costa lancia l’assalto per rifare grande Santa

Basso profilo e obiettivi ambiziosi in una brochure che racconta l'altra comunicazione. Quella costruita da Gianni Costa, candidato sindaco di Pdl e Lega Nord a Santa Margherita Ligure, che anticipa gli avversari e snocciola il programma della Santa che «vogliamo cos셻, una scheda via l'altra, azzurro su bianco, per ritornare a casa, riacchiappare l'identità, tenersi stretti i giovani e riconquistare un'eccellenza. Sobrio Costa, niente proclami: «Fatti, signori», con la doverosa premessa: «Noi qui siamo l'unica forza politica di centro destra e ci presentiamo con il nuovo simbolo studiato dal Coordinamento regionale per i comuni sotto i 15.000 abitanti», giusto per sgombrare il campo da approcci allusivi e trattative annunciate. Nel segno dell'innovazione, Costa guarda alla Santa che «ha bisogno di persone nuove e obiettivi da raggiungere; in lista ci saranno giovani e laureati». Il programma, flashato e spalmato sulle urgenze concrete, «resta aperto alle istanze che arriveranno dalla città, perché la nostra è una lista liberale e progressista». Sono disponibili al dialogo con la gente, le forze politiche e gli altri candidati, no ad una campagna elettorale fatta di personalismi e veleni, ma costruttiva sul rilancio. Centrali: porto, turismo e urbanistica. «Per il piano regolatore verrà allestito un tavolo giornaliero con la cittadinanza; basta a strumenti ad uso e consumo di una qualche casta. Senza contare le strutture importanti che hanno bisogno del supporto dell'amministrazione per partire». Nessun progetto roboante, semplicemente «la nostra città ha bisogno di una svolta: io sono per questa svolta e me ne occuperò se sarò sindaco, dedicandomi a tempo pieno alla cosa pubblica». Lui che la città se la macina a piedi e in bicicletta, che ne conosce buche e vasi spaiati, umori e storture, agguanta i pezzi e li mette in fila, che da commercialista i conti devono tornare. Il porto e connessi ad esempio, il recupero della Casa del Mare e dell'area ex Spertini. Poi l'ospedale di Via Roma da sbloccare e il Covo da far ripartire dentro un comprensorio turistico che coinvolga Rapallo e Zoagli e faccia conto di supporti dal Ministero del Turismo, perché «il turismo deve essere fulcro di sviluppo economico. Ergo: destagionalizzazione, congressuale, incentivi agli operatori, strategie di comunicazione e qualità dei servizi». Poi quell'abitudine ai numeri che gli fa dire: «'Sto paese va rivoltato. Cosa vuol dire che ci sono 4.200 tra box e magazzini e le auto sono tutte fuori? Con me solo Assessori competenti e lontani da conflitti d'interesse». Ancora zoom sulla sicurezza, potenziamento dei servizi per residenti e politiche di sostegno per riqualificare commercio e artigianato. Programmi fotocopia?Può essere. La differenza? Costa e quel suo dannato vizio del «fare».