Gianni Morandi: «Forse canterò e spero di avere Benigni con me»

Roma. «Sono convinto che Sanremo aiuterà a diffondere nel modo più popolare il significato più profondo di questa celebrazione». Parola del direttore generale Rai, Masi. Non a caso s’intitolerà Nata per unire (sottinteso: l'Italia, ma anche la Musica) la serata-evento che giovedì 17 Sanremo dedicherà, su richiesta del Comitato per i 150 anni dell’Unità d’Italia, alla storica ricorrenza. Gli stessi 14 cantanti del festival, in altrettanti brani-simbolo «scelti da loro o proposti da noi», spiega Gianni Morandi, per tratteggiare «un racconto poetico, e non enciclopedico, della storia del nostro Paese». Televoto da casa («Estraneo alla gara del festival - precisa Morandi - ma che psicologicamente potrà influire anche su quella»), ospiti-simbolo dell’italianità ancora da decidere («Benigni? Ok, ma se viene gratis come da Saviano», precisa il direttore di Raiuno, Mazza), e la registrazione di un Cd e di un Dvd, dedicata all'associazione di cura dei cardiopatici «Per il tuo cuore». «Forse canterò anch’io - ammette Morandi -. Non ne sono ancora sicuro. Stavolta vorrei fare più il Pippo Baudo che l’Adriano Celentano. Il brano che preferisco fra i 14 scelti? Viva l'Italia di De Gregori». Quanto a Giovinezza e Bella ciao, «li abbiamo cassati. Troppe polemiche. E poi, mentre per Bella ciao l'interprete c'era, Giovinezza non voleva cantarla nessuno».