Il Giappone in Conservatorio con musicisti e majorettes

Taschera: «È uno scambio con l’università»

La Milano musicale si apre all’Oriente. Dopo l’appuntamento in omaggio al Capodanno Cinese, spetta alle Serate Musicali benedire il gemellaggio fra il Conservatorio della città e la Kurashiki Sakuyo University con un concerto oggi in Conservatorio (ore 21) dell’Accademia Wind Orchestra dell’università giapponese. Una formazione camaleontica che nella prima parte della serata schiera, fra percussionisti e strumentisti di fiato, settanta musicisti impegnati in pagine tratte da colonne sonore di film, poi il complesso si unisce a majorettes e sbandieratori. Alle radici di tutto ciò, un protocollo di intesa fra le due istituzioni per gettare un ponte fra Milano e Kurashiki. Ma in che termini? Lo abbiamo chiesto a Leonardo Taschera, fino al 31 ottobre direttore del Conservatorio, mandato non più rinnovabile per raggiunti limiti d’età. «Sono stati stabiliti scambi bilaterali, i nostri studenti possono essere coinvolti in allestimenti in Giappone e viceversa».
Quanto alla musica, cosa può imparare l’Occidente dall’Oriente?
«Di norma è lo studente orientale che viene da noi, ha una preparazione tecnicamente impeccabile, però ama misurarsi con un clima culturale e una tradizione che là manca. Il nostro interesse potrebbe essere rivolto allo studio musicologico di scritti giapponesi».
Un direttore di Conservatorio italiano cosa può invidiare al collega nipponico?
«Nei Paesi più ricchi e giovani del nostro si investe molto di più nella formazione. In Italia il denaro pubblico si ritira sempre più dalla cultura».
Dopo le bufere che hanno preceduto il cambio di presidenza, che clima c’è in Conservatorio?
«C’è un clima di attesa. Conosciamo il livello di cultura istituzionale del nuovo Presidente, Borrelli, che ci aiuterà nella soluzione di problemi legati ad alchimie istituzionali».
Cosa comporta l’assenza del Presidente uscente, Micheli?
«In questa fase di ricerca di soldi la sua presenza era ancor più preziosa. Chi è nel mondo dell’imprenditoria riesce ad attrarre risorse in quanto si fa garante».
L’Associazione per l’Orchestra Filarmonica, voluta da Micheli, s’è appena sciolta. Che cos’altro rischia di andare a gambe all’aria?
«Nulla, il Conservatorio ha una sua vita istituzionale che andrà avanti come prima. Il problema è riuscire a reperire risorse per attività ma anche per la struttura stessa del Conservatorio».