Giappone in festa, è nato il piccolo imperatore

Tramonta così l’ipotesi di una donna sul trono

Nino Materi

Segni particolari: occhi a mandorla. Esattamente come i suoi 128 milioni di sudditi nipponici. Ma le affinità tra il piccolo imperatore nato ieri a Tokyo e i giapponesi «comuni mortali» si esauriscono qui. L’atteso erede maschio al trono del Crisantemo è infatti già considerato un «Dio in terra». E un piccolo miracolo l’ha già compiuto: con la sua venuta alla luce ha fatto svanire ogni progetto di riforma per consentire anche a una discendenza femminile di regnare sul Paese del Sol Levante. La pretendente era lì già bella e pronta, con tanto di nome amorevole: Aiko. Aiko è la primogenita del principe Naruhito e di sua moglie Masako, e per lei i grandi saggi della legislazione imperiale - in mancanza di un erede maschio - stavano mettendo a punto una specie di mattarellum in salsa nipponica che consentisse alla piccola la scalata al trono.
Ma a togliere i giuristi dall’imbarazzo ha pensato ora la nascita di un baby imperatore doc, ossia il terzogenito del principe Akishino e della consorte Kiko che ieri, in una clinica di Tokyo, ha regalato al suo popolo il primo erede maschio atteso ormai da 40 anni; il bimbo, di cui non si conosce ancora il nome, pesa 2,558 grammi ed è lungo 48,8 centimetri e - come si usa dire in ogni reparto maternità del mondo - «gode di ottima salute».
Un fiocco azzurro storico, non solo perché è arrivato dopo ben 9 fiocchi rosa, ma anche perché è stato il primo cesareo nella storia della dinastia nipponica. La decisione è stato imposta dalle complicanze dovute a una «placenta previa», che avevano consigliato anche un ricovero anticipato il 16 agosto.
«Nell'intervento non è accaduto nulla di inatteso», ha detto il supervisore sanitario di Corte, Ichiro Kanazawa. Per ogni evenienza, comunque, una decina di specialisti erano riuniti nella più attrezzata delle sale parto della clinica Aiiku, che è considerata una delle migliori del Giappone ma che proprio all'inizio di agosto era stata funestata dalla morte di un nascituro. Gli specialisti sono stati diretti dal professor Masao Nakabayashi, il quale ha sottolineato che l’illustre neonato è «vitalissimo e non ha bisogno dell’incubatrice».
Tra i primissimi a congratularsi per la nascita sono stati il premier uscente Junichiro Koizumi («Una gran bella notizia») e il favorito dei candidati alla successione Shinzo Abe («Sono sollevato e lietissimo come alla vista di uno splendido cielo di questa stagione»).
Decisamente più fredda la reazione dei principeschi zii Naruhito e Masako che hanno infatti deciso di non assistere al lieto evento del nipote che ha praticamente scalzato la figlia Aiko dalla successione al trono. Naruhito e Masako sono partiti per una vacanza di due settimane in Olanda all'indomani del ricovero in una clinica ostetrica della cognata Kiko. Il viaggio, formalmente, è giustificato con il bisogno di Masako di rigenerarsi dalle frequenti crisi depressive, ma una simile trasferta all'estero per convalescenza non era mai stata compiuta prima da un membro della famiglia reale. La ragione di questo allontanamento sembra dunque risiedere altrove, dando credito a chi disegna una sorta di Dallas con tanto di intrighi di corte. Insomma, anche nell'impero da favola, con le sue millenarie tradizioni, sembra che i rapporti tra le due cognate imperiali non siano propriamente idilliaci, esattamente come tra Sue Ellen e Pamela nella madre di tutte le telenovelas.
Il piccolo erede al trono giapponese avrà una vita molto più riservata rispetto ai rampolli delle case reali europee. Niente occasioni mondane o sportive per il futuro «tenno» (signore del cielo), che come gli altri membri della famiglia imperiale passerà gran parte della sua vita a Palazzo, se si escludono i numerosi impegni ufficiali. Il principe studierà in un esclusivo istituto privato, la scuola e università Gakushuin, nota anche come «scuola dei pari», frequentata dall'aristocrazia e dai figli di famiglie estremamente facoltose. Ma rispetto ai suoi compagni dovrà anche studiare le tradizioni, la religione e il protocollo con l'aiuto di esperti.
La principessa Masako, 42 anni, da sempre riservata e insofferente delle regole di palazzo, è nota come «principessa triste» per la depressione che la perseguita da anni. È laureata a Harvard e, per il matrimonio con Akihito, dovette abbandonare una brillante carriera diplomatica. Kiko, moglie del fratello minore di Naruhito, principe Akishino, ha 39 anni ed è invece molto più a proprio agio con l'etichetta imperiale. Masako, inoltre, madre della principessina Aiko, che ha quattro anni ed è la beniamina dei giapponesi, non è ancora riuscita a dare ai propri sudditi un erede maschio e difficilmente riuscirà in questo compito vista la sua età. Mentre Kiko che ha già altre due figlie di 14 e 11 anni ora è riuscita nell’impresa che da decenni teneva il Giappone col fiato sospeso. E che da ieri si è trasformato in un sospiro di sollievo.