Il Giappone nega il visto a Toni Negri

L'ex leader di <em>Potere operaio</em> era stato invitato a una serie di conferenze. Il Giappone è molto attento all’ingresso dei militanti no-global sul suo
territorio poiché dal 7 al 9 luglio nell’isola di Hokkaido si terrà il vertice del G8

Tokyo - L’ex leader di Potere Operaio Toni Negri ha rinunciato ad una serie di conferenze che avrebbe dovuto tenere in Giappone perché le autorità nipponiche non gli hanno concesso il visto. Negri - che in Italia è stato condannato per "associazione sovversiva e costituzione di banda armata" e che da tempo vive in Francia - avrebbe dovuto parlare in alcune conferenze sulla questione della globalizzazione. "Normalmente un francese o un italiano può entrare in Giappone senza visto, ma Negri ha una storia particolare e doveva farsi rilasciare un visto di ingresso da un’ambasciata giapponese all’estero" ha spiegato un responsabile dei servizi di immigrazione, secondo il quale la domanda di rilascio del visto era stata presentata dall’ex leader di Potere operaio all’ambasciata del Giappone a Parigi.

In una lettera indirizzata ai suoi "amici giapponesi" per scusarsi di non essere potuto intervenire alle conferenze, Negri spiega di essere stato costretto a presentare una richiesta di visto per se stesso e la sua compagna, "contro ogni aspettativa", solo due giorni prima della sua partenza per Tokyo da Parigi, mentre fino ad allora il suo viaggio non aveva posto "alcun problema". "Ci hanno chiesto tutta una serie di documenti che riguardavano il passato politico di Toni dagli anni Settanta - scrive a sua volta la moglie nella lettera - È una documentazione enorme, in italiano, che risale a tanto tempo fa e che noi non avevamo a disposizione".

Il Giappone è da parecchi mesi molto attento all’ingresso dei militanti no-global sul suo territorio, poiché dal 7 al 9 luglio nell’isola di Hokkaido si terrà il vertice del G8. Toni Negri fra l’altro ha scritto "Impero" una dei testi che hanno ispirato il movimento no-global.