«In Giappone opere italiane rubate»

Il Giappone sarebbe un’importante meta di opere d’arte trafugate in Italia. Lo ha scritto ieri in una corrispondenza da Roma il quotidiano nipponico Yomiuri, precisando che l’attenzione degli inquirenti si sarebbe concentrata su una cinquantina di pezzi esposti al museo Miho, aperto nel 1997 da un’associazione shintoista a Koka, sui monti della turistica provincia occidentale di Shiga. Tra tali pezzi, come indicato dallo stesso sito web del museo, figurano un vasto affresco di un giardino con uccelli e varie statue di stile ellenistico. Stando allo Yomiuri le autorità italiane sospettano che le opere siano giunte in Giappone tramite un’organizzazione di trafficanti con base in Svizzera, a Basilea, e ramificazioni attive in Giappone fin dagli anni Novanta.