Il Giappone è ritornato al dopoguerra: supermercati in crisi

La crisi alimentare internazionale non risparmia un Paese ricco e sviluppato come il Giappone, seconda potenza economica mondiale: la corsa al rialzo dei prezzi causa carenze di scorte per generi di prima necessità, è arrivata al punto che il burro è quasi scomparso dai supermercati. Il governo, tuttavia, annuncia lo stanziamento di 100 milioni di dollari di aiuti alimentari internazionali «nei prossimi tre mesi, come misura d’emergenza di fronte al rialzo dei prezzi dei generi alimentari». La popolazione giapponese, che l’aveva ormai dimenticata dopo la fine dalla seconda guerra mondiale, si trova a rifare i conti con la penuria di alcuni generi alimentari. Ultimo in ordine di tempo il burro sparito prima dalla ristorazione e adesso perfino gli scaffali della grande distribuzione. Tutto questo a causa dell’impennata dei prezzi di mangimi per mucche e del taglio alle importazioni di latte, entrambi provenienti principalmente dall’Australia. Con il costo del grano impennatosi di oltre il 130% in un anno, il governo di Tokyo la settimana scorsa si è visto costretto ad erogare finanziamenti straordinari per 55 miliardi di yen (330 milioni di euro) in aggiunta al budget ordinario di 230 miliardi di yen.