Al Giardinetto di Cormons un secolo di bontà

Paolo Marchi

nostro inviato a Cormons

La piacevolezza della mia ultima visita al Giardinetto della famiglia Zoppolatti a Cormons in provincia di Gorizia è pari allo stupore, aperta l’edizione 2006 della Michelin, di non avervi visto questo locale riportato: enorme in entrambi i casi. Su stella sì e stella no si può discutere all’infinito e non arrivare mai a una conclusione che vada bene a tutti perché quello che piace molto a uno può risultare appena gradevole a un altro, ma la semplice citazione... Pazienza, in questo caso la figuraccia non la faccio io.
Ancora un anno e gli Zoppolatti festeggeranno il loro primo secolo qui perché l’insegna è più antica come molto in questo spicchio di Friuli che conserva, per fortuna, tracce importanti dell’antica dominazione austriaca. Dal 1907 a ora si sono alternate tre generazioni, con uno di casa sempre a forni e fornelli perché è lì che nasce l’anima di un locale. A inizio del ventesimo secolo cucinava nonna Rosa, poi sua figlia Mariuccia e ora i nipoti Giovanni e Paolo, gemelli. A Giovanni dobbiamo la pasticceria, a Paolo tutto il resto, con il fratello maggiore Giorgio in sala e cantina aiutato da sua moglie Irina.
Gli ambienti sono raccolti e ricchi d’atmosfera, che da queste parti è quasi scontato, coccolissimi. E quando tornerà la bella stagione si potrà mangiare all’aperto, bello e riposanti anche lì. Al Giardinetto piace giocare con la tradizione e con la fantasia. Alla prima, alle tipicità del territorio, è dedicato un menu degustazione e alla seconda, all’estro secondo il mercato, ai prodotti del giorno declinati con fantasia, un secondo menu. Se proprio si può eccepire su qualcosa è sul ricorso a oggetti un po’ troppo da fiabe e case delle bambole. Non che stonino o siamo pacchiani o distraggano l’occhio e il palato dal piatto in sé, piuttosto è una questione di immagine. A non sapere nulla di chi governa la casa, si può pensare a una mano femminile in cucina o a un ventenne che deve ancora esprimersi compiutamente. Ecco, Paolo dovrebbe concentrarsi ancora di più sul mangiabile che c’è nel piatto e meno sul contorno.
Però che buono il Prosciutto crudo di Cormons di D’Osvaldo servito con riccioli di burro e kren grattuggiato fresco; che simpatico il Salame di manzo marinato con formaggio di malga e semi di zucca; che idea gradevole la Bolla di tonno, polipo e pecorino romano, una cupoletta adagiata su una base luminosa; ottima la Crema tiepida di ricotta, budino di fegato grasso e alici di Grado; bene bene i Cialzons di patate e speck, i Knödel di pane, cappuccio, Montasio e pancetta; gustoso il Filetto di coniglio; splendidi i formaggi.
E-mail: paolo.marchi@ilgiornale.it