Giardini di via Fabrizi riasfaltati dai nonni

«Ci vediamo costretti a segnalare, ancora una volta, la grave situazione di degrado in cui versano i giardini pertinenti la scuola Fabrizi. Si richiamano gli enti in indirizzo, affinché vogliano provvedere, per quanto di rispettiva conseguenza, al giusto ripristino dei manufatti e al mantenimento decoroso di tutta la struttura, con particolare attenzione alla sicurezza e all'incolumità per quanti l'utilizzino». Recitava così la segnalazione di degrado inviata il 1° febbraio del 2005 dalla direzione didattica di Genova-Quarto 31° di via Vecchi ad Aster, alla Polizia municipale, all'Amiu e al Consiglio di circoscrizione IX Levante. Sono trascorsi tre anni e la storia, fortunatamente, oggi è diversa. Perché i giardini di via Fabrizi a Quinto godono di ottima salute. Efficienza dell'amministrazione locale? No. Impegno, pazienza, volontà ferrea dei residenti e denaro sborsato dai privati. «Altro che pubblico» direbbe qualcuno.
Una battaglia vinta da Salvatore Trotta, che tre anni fa ha deciso di combattere il degrado dei giardini di via Fabrizi - adiacente alla scuola dell'infanzia frequentata da 323 bambini - e ha fondato un comitato di difesa di quello spazio verde. Il 10 gennaio del 2006, il volontario Trotta - residente in via Antica Romana di Quinto e papà di due bambini - ha detto definitivamente basta al degrado evidente dei giardini pubblici della scuola elementare, e insieme ad altri sei residenti ha firmato una convenzione chiedendo l'incarico di provvedere alla chiusura del cancello di accesso ai giardini. L'intervento dunque doveva consistere nella sola chiusura serale, nel rispetto degli orari previsti per i giardini pubblici. E invece, così non è stato. Fortunatamente. Perché i volontari, guidati da Trotta sono riusciti a fare molto di più. Lasciando a casa i mugugni, si sono attivati affinché i bambini della scuola e del quartiere tornassero a godere di uno spazio pubblico decoroso e per nulla pericoloso. Si sono armati di strumenti di giardinaggio e hanno iniziato a pulire, a tagliare erbacce, improvvisandosi anche architetti e direttori dei lavori. E Trotta, il paladino dei giardini di via Fabrizi, oggi consigliere di minoranza in Municipio dichiara soddisfatto: «Siamo riusciti a ottenere pian piano tantissime cose: prima del nostro impegno c'erano siringhe, cocci di bottiglie e cattive frequentazioni. Abbiamo fatto bonificare l'area. Ora lì i malviventi non ci sono più. Quando alla sera Guido Lodi, titolare del tabacchi, gira la chiave, verifica prima che non ci siano presenze indesiderate. Il campetto di calcio poi è tra le più grandi soddisfazioni. È stato infatti mantenuto l'asfalto (pericoloso per i bambini) e ricoperto da un tappeto di erba sintetica. Sostituiti i tabelloni di basket; rimossi i vecchi e arrugginiti cestini della spazzatura e sostituiti con dei nuovi in legno. Sono state seminate nuove piante, che abbiamo recuperato dalla precedente edizione di Euroflora. Gli scarichi sono stati ripuliti e l'erba tagliata. Sono comparsi inoltre 7 tavolini da pic-nic dove i bambini possono fare merenda. Ci sono nuove panchine e ringhiere». Ma c'è di più. Molto di più. Perché il nonno Giacomo Notari ha di propria tasca sborsato il denaro necessario per asfaltare l'intero spazio davanti all'asilo. «Questo ha permesso di ripavimentare l'area in precedenza in ghiaia dove gli scarichi non defluivano e gli allagamenti erano ricorrenti» aggiunge ancora Trotta. Ma il generoso nonno è andato oltre: ha pagato anche il rivestimento dello spazio in erba sintetica, evitando che i bambini si facciano male, se cadono. A lavoro finito, il gentile nonno è stato insignito da una targa di riconoscimento, consegnata dal presidente di Municipio Francesco Carleo. «Non si può e non si deve dimenticare il ruolo di Carleo, grazie al quale tante cose sono state rese possibili» conclude, compiaciuto, Trotta.