Giardini di Quinto: slalom tra ferri arrugginiti e rifiuti

In via Quinto, all'altezza del ristorante 7 Nasi, i giardini posti sul depuratore fanno mugugnare parecchio i residenti della zona. E non si può dar loro torto dopo una verifica sul campo. Il marciapiede che conduce all'ingresso è pieno di buche e il piccolo slargo che ospita il prefabbricato di Iride, la società preposta ai servizi idrici, è stato letteralmente ricoperto dai graffiti. La rampa d'accesso in discesa ai giardini non è in condizioni migliori e le scritte sui muri si alternano alla mattonelle spaccate, perfette per inciampare, e alle ringhiere totalmente arrugginite. I muretti sono sbrecciati e il cartello di divieto di transito dei cani senza guinzaglio e stato imbrattato e danneggiato. La pavimentazione dei giardini è in condizione più che precaria e le fenditure tra le mattonelle sono il terreno fertile per una grande quantità di erbacce che nessuno rimuove. Le aiuole perimetrali andrebbero decespugliate, essendo sommerse dalla vegetazione incolta. I grafomani si sono scatenati anche lungo il muro di sostegno della rampa d'accesso e le panchine, poco numerose, sono vecchie, scrostate e imbrattate di vernice.
«Era tanto tempo che non venivo sul depuratore - spiega Alberto, giovane papà - ma mi ero deciso a portare mio figlio che voleva provare la bicicletta nuova. Ma il degrado che abbiamo di fronte è scioccante ed è un vero sfregio in una zona così bella di fronte al mare. E poi chi ha avuto la brillante idea di disseminare i giardini di ostacoli pericolosi?». In effetti, le biciclette affrontano un continuo slalom tra barriere in plastica e vecchi imballaggi in legno che, evidentemente, sono stati predisposti per rendere il percorso più divertente per i bambini in bicicletta o sui pattini. Il guaio è che gli ostacoli aumentano il rischio di cadute, rese più pericolose dalla presenza di sbarre di ferro arrugginite, abbandonate sul terreno per misteriosi motivi.
La piccola pista ovale, una sorta di simbolo del depuratore, che riporta il sottoscritto ai ricordi liceali, quando, nelle giornate di primavera, si faceva ginnastica all'aperto, versa in condizioni disastrose. Tra selciato da riasfaltare, sedili laterali completamente arrugginiti o divelti, spazzatura negli angoli e rifiuti abbandonati sui muretti, che attirano battaglioni di formiche affamate, lo scempio è completo. A dispetto dei divieti, molti frequentatori passeggiano nelle aiuole con i cani al seguito e sul versante a mare dei giardini la situazione è addirittura peggiore. Lo scheletro arrugginito di una fontanella senza rubinetto precede la vista di un gioco completamente scrostato e senza imbottiture di sicurezza, mentre una serie di reti metalliche arrugginite delimita il perimetro, oltre il quale la pavimentazione è ricoperta di pietre e calcinacci dei muretti sbrecciati. Neppure i lampioni sono sfuggiti all'attenzione dei graffitari e una grossa buca, all'altezza di un agave mutilato e semiseccato, è l'ultimo triste spettacolo al quale tocca assistere prima di riguadagnare l'uscita.
Tra un giardino e l'altro, ci si imbatte anche in zone che di verde hanno poco o nulla e che servono come semplici punti di sosta con vista sul mare. In via Oberdan a Nervi, di fronte alla Chiesa di S.Maria Assunta, alcune vecchie panchine riverniciate, e con qualche scritta, offrono un po' di riposo, proprio come in via Cinque Maggio, zona Priaruggia, che ospita una piccola e ordinata piazzola con panchine, rinnovate di recente, che dominano la spiaggia. L'importante è evitarle durante le ore di canicola perché, la carenza d'ombra, costringerebbe ad arrostire sotto il sole, su sedili di legno decisamente arroventati.