«Giardino Fallaci» a porta Romana La Moratti in lacrime onora Oriana

Proprio oggi, Oriana Fallaci avrebbe compiuto 78 anni. Milano ha anticipato di un giorno il suo regalo alla giornalista e scrittrice scomparsa lo scorso 15 settembre. Una Letizia Moratti, visibilmente commossa ha scoperto la targa in mezzo al parchetto tra via Quadronno e via Crivelli, in zona Porta Romana. Sorride Paola Fallaci, ricordando che la sorella Oriana «con tutto quel che ha scritto, ha consumato tanti alberi. Eppure li amava, e qui sarà felice». La Fallaci amava Milano, assicura la sorella, «diceva cose fantastiche su questa città, “puoi uscire, nessuno ti dà noia” raccontava. A Milano è stata felice, qui ha pubblicato tanti scritti e guadagnato anche molto denaro, che ha speso pochissimo. È stata l’unica grande città a dedicarle qualcosa, persino Firenze (dove è nata nel 1929, ndr.) aveva promesso di dare il suo nome a una via, a una piazza o a un mercato. Invece niente». Solo Milano ha reso questo omaggio alla giornalista perché «è una città libera e coraggiosa», considera il sindaco. Verso la Moratti, ancora ministro dell’Istruzione quando la Fallaci, già gravemente malata, la invitò a casa sua a New York nel gennaio del 2006, la scrittrice aveva parole buone. «Mi diceva, “è brava quella ragazza”», riferisce la sorella Paola.
Un incontro, quello nell’appartamento della scrittrice, che aveva toccato a fondo anche la Moratti. Ieri, ricordandolo, non è riuscita a trattenere le lacrime: «Viveva con fierezza la propria malattia. Mi disse che avrebbe voluto morire come la scrittrice Bronte, pelando una patata in piedi, in cucina. Anche nella morte ha mostrato un coraggio che deve essere d’esempio per tutti». Le aveva regalato due dei suoi libri: Lettera a un bambino mai nato era accompagnato dalla dedica «Grazie Letizia, perché sei nata». Nell’altro, come buon auspicio, aveva scritto «Al sindaco di Milano» anche se, ricorda la Moratti, «lo scorso gennaio non lo ero ancora diventata». La Moratti, da ministro, conobbe la Fallaci quando la propose al presidente della Repubblica per il Premio alla cultura, che ritirò per lei già gravemente malata monsignor Fisichella. Sono «il coraggio e la libertà», ricorda il sindaco scoprendo la targa al giardino di via Quadronno, le qualità che ha sempre mostrato Oriana Fallaci, sia come donna che come giornalista: «Ha sempre saputo difendere le proprie idee e interpretare le problematiche del nostro tempo, la ricordiamo dedicandole un giardino della nostra città». Milano, superando molte polemiche, era riuscita a dedicarle anche l’Ambrogino d’oro. L’assessore al Marketing territoriale della Lega Massimiliano Orsatti anticipa che dall’11 settembre, ogni prima domenica del mese il Comune organizzerà incontri nel giardino.