Gibilisco deferito: chiesti due anni

Uso e tentato uso di sostanze vietate o metodi proibiti. Con quest’accusa è arrivato l’atteso deferimento, insieme alla richiesta di una squalifica di due anni, della Procura antidoping del Coni per l’astista Giuseppe Gibilisco. Gli atti sono stati trasmessi alla Disciplinare della Federatletica che giudicherà l’atleta (probabilmente giovedì 12 luglio) per l’infrazione dell’articolo 2.2 del Codice Wada, il regolamento dell’agenzia internazionale antidoping. Se sarà squalificato, Gibilisco non potrà partecipare ai mondiali di Osaka e alle Olimpiadi di Pechino.
A mettere nei guai l’iridato di Parigi 2003 e il bronzo olimpico ad Atene sono stati i suoi rapporti con Carlo Santuccione, ritenuto l’uomo chiave dell’inchiesta penale «Oli for Drug». Gibilisco ha contattato il medico pescarese senza l’autorizzazione del suo gruppo sportivo, le Fiamme Gialle, che, dopo il deferimento, ha invitato tutti a non trarre rapide conclusioni. «La Procura ha fatto i suoi approfondimenti, adesso Gibilisco avrà le opportunità per difendersi, poi vedremo cosa accadrà - ha dichiarato Vincenzo Parrinello, il comandante delle Fiamme Gialle -. Mi dispiace per l’uomo e, soprattutto, perché si tratta di un nostro atleta. Tuttavia oggi non è giusto trarre delle conclusioni». La difesa di Gibilisco si baserà soprattutto sul fatto che tutti i controlli eseguiti su di lui hanno dato esito negativo. «Sul piano personale, non posso che esprimere il mio dispiacere per Gibilisco - dice il presidente della Fidal Arese -. Tuttavia, mi preme sottolineare come la Fidal non si sottrarrà a nessun obbligo, per quanto doloroso possa essere».
Intanto, ieri sera a Parigi è andato in scena il meeting valido per la Golden League. Il primatista mondiale dei 110 ostacoli, il cinese Xiang Liu, era arrivato in attesa di Losanna, il meeting di martedì prossimo, sperando di fare un risultato che offrisse uno spunto per un attacco al suo record di 12“88. Invece la prova per lui è stata negativa soprattutto perchè è stato sconfitto abbastanza nettamente e poi perchè a batterlo è un giovanissimo, il cubano Dayron Robles, 21 anni da compiere a novembre, già vincitore, sotto una pioggia violenta, a Zagabria e poi anche dal migliore degli statunitensi, Moore. Per i primi due il tempo è stato di 13“13, per il cinese 2 centesimi im più. Mentre il salto triplo maschile offriva una serie di progressioni fenomenali dello svedese Christian Olsson (17.25, 17.42, 17.56), sulla pedana dell’alto femminile la nostra Antonietta Di Martino ha deluso, saltando soltanto m 1.94 alla seconda prova e fallendo tutte e tre le prove a m. 1.97.
Non sono mancate le sorprese; alcune liete come quella di Sanya Richards, che sinora, in seguito ad un maligno virus, ha potuto allenarsi con difficoltà Buttando via tutte le precauzioni, dopo una gara coraggiosa e sagace è stata l’unica a correre i 400 metri con un tempo sotto i 50“, ossia 49“52 (miglior prestazione stagionale), precedendo nettamente le antagoniste capeggiate dalla Williams (50’’29).
I 100metri femminili hanno visto Torri Edwards chiudere in 11“17. Nella gara maschile, priva di Asafa Powell, si è imposto un cugino di secondo grado del primatista mondiale, Derrick Atkins, l’unico a far segnare un tempo da ricordare: 10“ netti.
La Francia non ha avuto molta fortuna: sui 1500 metri aspettava una grande prestazione di Medhi Baala, che pareva avviato al successo, ma proprio sul rettilineo finale, a dieci metri dal traguardo, è stato superato dallo statunitense Alan Webb, impostosi in 3’30“54.