Gibilisco vince (ma a tavolino)

Zurigo, serata d’agosto: piove da non crederci. Quarta tappa di Golden League (mancano Bruxelles, 26 agosto, e Berlino, 4 settembre) – dal 2006 dovrebbe lasciare il posto a un tour da 25 date – e solo Tatjana Lebedeva (ha vinto il triplo con 14,94) resta in corsa per il jackpot (un milione di dollari a chi vince tutte le gare degli appuntamenti).
Una goccia, visto il clima, è azzurra. Giuseppe Gibilisco ha vinto (5,70) nell’asta, in una gara interrotta più volte, fino all’epilogo: sospensione e successo «a tavolino» al siracusano. Christine Arron, dopo la delusione iridata, ha perso ancora nei 100, dicendo addio al malloppo: quarta, battuta da Veronica Campbell (argento a Helsinki), prima con 10”85. Sorprese. Dominique Arnold beffa Liu Xiang nei 110 hs: il 13”03 dell’americano, con la pioggia, vale molto. Sanya Richards ha stabilito – da qui la sorpresa, visto il meteo – il primato stagionale dei 400: 48”92. «Nonsorprese». Shaheen primo nei 3000 siepi (dopo una caduta all’ultima riviera), Wariner nei 400, Jackson nei 400 hs. Gatlin inarrivabile nei 100. Vince in 10”14 con quasi due metri di vento contrario e la pista bagnata: quando si distende fa paura (agli avversari) e piacere (agli spettatori). Nel salto in alto subito fuori il nostro Nicola Ciotti (5° a Helsinki).
Dalla Svizzera alla Turchia. Per la storia di un ragazzo. Ora ha 23 anni, corre solo da cinque. Si chiama Hu Kai, cinese: ha vinto l’oro nei 100 (10”30, non un tempone, ma è primato stagionale cinese) alle Universiadi di Izmir; gareggia con occhiali da impiegato, come fosse in ritardo al lavoro. «Se non li indosso non vedo nulla», spiega, perché è soggetto a tracoma, infezione degli occhi. Sogna di imitare Liu Xiang (olimpionico dei 110 hs): auguri.