«Gieffe» Dopo la bestemmia, altro polverone per l’apologia della mafia

Dopo la bestemmia, l’elogio alla mafia. E il Grande fratello, che ieri ha perso Gianluca (si ritira per motivi personali) torna all’ordine del giorno delle polemiche. Con relativa richiesta di espulsione.
È accaduto che a Mauro, che l’aveva definita «una cattiva siciliana», Carmela aveva risposto con l’auspicio che gli arrivasse presto un «regalino» dalla mafia. Il popolo di internet si è scatenato contro la concorrente amica dei picciotti. E anche contro Massimo. Sì, proprio l’ospite della Casa espulso per blasfemia. Per le parole che aveva speso a favore di Cosa nostra. Altro che cartelli messicani, aveva detto, «la mafia ha tutto, anche la politica... ha cervello, sono persone intelligenti...».
E così hanno preso posizione l’associazione MafiaContro di Carlo Vizzini e la fondazione finiana FareFuturo. «Le farneticazioni sulla mafia manifestate al Grande Fratello non sono tollerabili», si legge in una nota di MafiaContro, che prosegue «i due concorrenti vanno immediatamente espulsi anche dalle comparsate televisive che ruotano attorno al programma principale in quanto su questi temi non ci sono né ma né se che tengano». Stessa conclusione, la cacciata dei due, alla quale arriva FareFuturo. «L’apologia della mafia dentro un reality - scrive Ffwebamagazine, il periodico online della fondazione - non se la merita chi di mafia muore, non se la merita chi combatte le mafie per dare un Paese migliore ai nostri figli. E non se la meritano nemmeno gli spettatori».
Certo che se ciascuno potesse togliere dalla tv tutto ciò che a suo parere gli spettatori non meritano avremmo il monoscopio a reti unificate 24 ore su 24. Senza musica.