Gifuni confermato, spuntano Macaluso e Ranieri

Il segretario generale è al terzo «mandato» Posto in vista per i due fedelissimi dell’ex Pci

da Roma

Trenta coperti nella Sala degli Specchi, un menu leggero preparato dallo chef Alberto Gozzi, un brindisi commosso, i regali dello staff: un Campidoglio di Piranesi per il presidente, che finirà nello studio di via Anapo, una collana per la signora Franca.
Martedì sera, l’ultima cena di Carlo Azeglio Ciampi con i suoi consiglieri si è chiusa con le lacrime di Gaetano Gifuni, che il presidente ha ringraziato con particolare enfasi: «Come avrei fatto senza di te?». La stessa cosa probabilmente gli dirà Giorgio Napolitano, che difficilmente rinuncerà, almeno per ora, alla collaudata capacità e alla rete di rapporti trasversali del segretario generale: per Gifuni, colonna portante del Quirinale fin dai tempi di Scalfaro, si profila quindi una seconda consecutiva conferma. E dovrebbe restare anche il responsabile degli Affari costituzionali Salvatore Sechi, mente giuridica del Colle, pure lui già alla terza presidenza. Nell’ipotesi, altamente improbabile, di un cambio della guardia, si fanno i nomi di Donato Marra e Ugo Zampetti, ex e attuale segretario generale della Camera, come possibili sostituti di Gifuni, e quello di Carlo Guelfi, già con Napolitano a Montecitorio, come consigliere giuridico.
Conferma in vista pure per Arrigo Levi, amico di Napolitano e attuale consigliere per le relazioni esterne e ghost-writer di Ciampi: anche se il nuovo capo dello Stato, politico di lungo corso, ama scriversi i discorsi da solo. Se Levi se ne andrà, potrebbe lasciare il posto a Emanuele Macaluso. Sicuro partente il portavoce Paolo Peluffo, recentemente nominato dal governo consigliere della Corte dei conti: i rapporti con la stampa verranno tenuti da Pasquale Cascella, giornalista dell’Unità, ex portavoce di Napolitano alla Camera e di D’Alema a Palazzo Chigi, o da Federico Geremicca, editorialista della Stampa.
Francesco Alfonso, capo della segreteria di Ciampi, tornerà alla Banca d’Italia: Mario Draghi lo ha richiesto come portavoce. Lasceranno il Colle anche il consigliere per gli affari interni Alberto Ruffo, quello militare Giovanni Mocci e forse quello diplomatico Roberto Nigido. Tra le new entry, si parla di Umberto Ranieri (Ds) e di Marta Dassù, direttore dei programmi politici dell’Aspen institute Italia.